Sardegna e clima: cronaca di morti annunciate

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Prima si diceva “bisogna che ci scappi il morto” per cambiare qualcosa in Italia; adesso sembra che in Italia i morti non bastino più. Ci sono già stati i disastri delle Cinque Terre, di Genova, di Messina, di Grosseto, per citare solo alcune delle molte alluvioni che hanno causato morti, eppure ancora una volta ci troviamo di fronte a un disastro ambientale annunciato.

Oggi, a sentire una politica che si dichiara impotente di fronte a dei disastri naturali annunciati e prevedibili, mi fa talmente rabbia che è difficile pensare in maniera razionale a riarmarci e ripartire per la lotta ai cambiamenti climatici. Il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha affermato che quello della Sardegna è stato “un evento eccezionale”: quanto ancora ci vorrà a capire quello che gli scienziati ci dicono ormai da anni, ovvero che i fenomeni atmosferici estremi come piogge intense e altri eventi come cicloni sono in aumento, che sono la nuova normalità?

In particolar modo nel Mediterraneo che è considerato un “hot spot”, ovvero una zona ad alto rischio, occorre adattarci ai cambiamenti del clima in corso con misure straordinarie, per la prevenzione del rischio idrogeologico e non solo. E dobbiamo FERMARE l’aumento della temperatura abbattendo le emissioni di gas serra, accelerando la trasformazione a un sistema energetico alimentato al 100% da energia pulita e promuovendo accordi internazionali per la riduzione delle emissioni di CO2 e altri gas a livello globale.

Proprio in questi giorni si sta svolgendo a Varsavia la Conferenza delle Parti sul clima: sono le negoziazioni internazionali che porteranno, ottimisticamente, a raggiungere un accordo globale per il taglio delle emissioni di gas serra nel 2015. E’ necessario che le persone inizino a chiedere a gran voce alla politica di fare la propria parte per il clima e per l’adattamento: per non continuare a subire le conseguenze di decisioni politiche che trascurano la sicurezza dei propri cittadini. Domani è un altro giorno, e con l’Italian Climate Network continueremo a lottare per il clima e per un futuro sostenibile.

Veronica Caciagli

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