Deforestazione criminale: una piaga in crescita

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Le foreste sono i polmoni verdi del nostro pianeta: sottraendo biossido di carbonio all’atmosfera, rendono l’aria più respirabile e contribuiscono a mitigare i cambiamenti del clima. Inoltre, danno rifugio ad antiche popolazioni indigene e sono dei veri e propri scrigni di biodiversità, custodi millenarie di miriadi di specie animali e vegetali che altrimenti rischierebbero l’estinzione.

Sembra ovvio che dovremmo averne cura, e invece – è un triste dato di fatto – le stiamo gradualmente perdendo: secondo il World Resources Institute, più dell’80% delle foreste della Terra è già andato distrutto, con un’impennata a partire dall’inizio del XX secolo, mentre deforestazione selvaggia e incendi minacciano costantemente il restante 20%.

Tra le cause principali della progressiva scomparsa delle risorse boschive del pianeta c’è il commercio illegale di legname. Stando ai dati diffusi dall’UNEP – United Nations Environment Programme, larga parte del commercio di legname ha origini illecite: un giro di affari che frutta ogni anno tra i 30 e i 100 miliardi di dollari e che viene gestito dalla criminalità organizzata, responsabile della deforestazione in aree quali il bacino del Rio delle Amazzoni, l’Africa centrale e il Sud-Est Asiatico per una percentuale che si colloca tra il 50% e il 90%.

È difficile fare stime più precise: il commercio illegale di legname si svolge in modo sempre più organizzato e sofisticato, tanto da insinuarsi tra le pieghe di quello legale, tra permessi falsificati, attività di hackeraggio di database o di siti ufficiali e corruzione di funzionari. Insomma, chi lo svolge ha ormai affinato tecniche e strumenti, anche perché i profitti sono molto alti e le possibilità di venire scoperti bassissime.

Deforestazione e commercio illegale del legame significano anche un crescendo di minacce e violenze ai danni delle popolazioni indigene che da sempre abitano le foreste e che spesso vengono costrette con la forza ad abbandonare le proprie case, il proprio mondo e il proprio stile di vita. Un escalation inumana, oltre che preoccupante.

Troverete questi dati, e molto altro (ad esempio riguardo ai diversi escamotage utilizzati per deforestare illecitamente), all’interno del rapporto Green Carbon: Black Trade, realizzato congiuntamente dall’UNEP e dall’INTERPOL. Una lettura interessante, che ci permette di approfondire un tema di cui si parla ancora troppo poco.

L’immagine è tratta da Wikipedia

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