A fuoco e fiamme! Gli incendi nel 2012

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L’estate sta finendo ed è arrivato il tempo degli inevitabili bilanci. Eccone uno tutt’altro che lusinghiero: nei primi mesi del 2012 gli incendi divampati sul nostro territorio nazionale sono aumentati del 79% rispetto al 2011 (le cifre sono state recentemente diffuse dal Corpo Forestale dello Stato, coprono il periodo che va dall’inizio dell’anno alla prima settimana di agosto e non includono la Sicilia, per l’impossibilità di quantificare, allo stato delle cose, la gravità dei danni provocati dai roghi che hanno colpito l’isola).

In particolare, è in netto aumento la superficie totale di territorio interessata dagli incendi, che risulta raddoppiata rispetto all’anno precedente. Le regioni più colpite sono state la Sardegna, la Campania e la Calabria. Anche nel Lazio si registra un notevole incremento dei focolai, con episodi che hanno interessato persino Roma.

Se il caldo e il vento favoriscono l’espandersi delle fiamme, trasformando piccoli focolai in terribili incendi, la responsabilità di tanta e tale distruzione non è da addossarsi esclusivamente al clima torrido delle ultime settimane: dietro ai roghi ci sono troppo spesso ignoranza, incuria, disattenzione, avidità o puro e semplice vandalismo. Insomma, c’è la mano dell’uomo: di una o più persone (nella maggior parte dei casi di sesso maschile) che, per profitto, per stupidità o per colpevole sventatezza, distruggono interi ecosistemi e mettono a repentaglio vite umane.

Ogni estate assistiamo sempre più sconfortati e impotenti al bollettino di guerra che arriva quotidianamente, via telegiornali e testate giornalistiche, dalle nostre aree boschive: con la speranza che sia l’ultima volta. Eppure, nonostante la buona volontà di molti e diverse campagne di prevenzione e sensibilizzazione, il numero di episodi è in crescita anziché in diminuzione.

La domanda, come si suol dire, sorge spontanea: ce la faremo mai a trascorrere un’estate senza il cosiddetto “allarme incendi”?

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