Diete dimagranti: quale scegliere?

dieta per dimagrire

Lucia è dimagrita 9 kg con la dieta a Zona, Carla 11 kg con la Paleodieta. Elisabetta invece ha perso 7 kg con una classica dieta mediterranea e Sara 5 kg con quella Vegetariana. Com’è possibile? Com’è possibile che tutte le diete facciano dimagrire e tutte falliscano nello stesso tempo?

Esistono tantissime diete e tutte hanno la loro schiera di testimonial e adepti che giurano sull’efficacia della tal dieta e sul fatto che abbia fatto perdere loro peso.

Ma quindi a cosa si deve l’efficacia di una dieta? Perché si dimagrisce? Ognuno di noi risponde in modo diverso alle diete o esiste una individualità biochimica?

“Niente affatto. Tutti rispondiamo alle stesse leggi biologiche “

dice la dottoressa Carla Leone, biologa nutrizionista e collaboratrice della casa editrice indipendente nel campo del fitness e della nutrizione Project Invictus, il cui portale raccoglie consigli per una dieta dimagrante efficace.

“Se andiamo a consultare un libro di biochimica o uno di fisiologia non troveremo metabolismi differenti a seconda dell’individuo. Le leggi sono universali e la cosa affascinante è che la biochimica è la stessa, sia per il battere che per l’elefante”.

I motivi per cui dimagriamo sono sempre gli stessi: introdurre meno calorie rispetto a quello che si consuma, e creare così una condizione di deficit calorico, oppure aumentare il dispendio energetico, consumando più energie con l’attività fisica rispetto a quante ne introduciamo attraverso l’alimentazione.

Continua la dottoressa

A diverse mie pazienti metto 100g di pasta a pranzo e a cena e sono tutte contente. Dimagriscono e riferiscono alle amiche che mangiano più di prima.

Magia?

No, in realtà è solo una questione di percezione. Adesso misurano la quantità di quello che mangiano, dosano l’olio e i condimenti; prima magari mangiavano meno pasta, ma non si rendevano conto di tutto quello che introducevano nel corso della giornata. Quando vengono in studio chiedi loro cosa mangiano e ti rispondono poco e niente: un’insalata, del petto di pollo, due patate… Molti di noi non hanno la percezione reale di quello che introduciamo mangiando. Al contrario, una dieta ci costringe a prestare attenzione a quello che mangiamo sia in termini di qualità che quantità. Ci aiuta a dimagrire perché dà un ordine alla nostra alimentazione e ci obbliga a seguirla rigorosamente.

Ma in cosa differiscono tra loro le varie tipologie di dieta? La dieta a zona dà i blocchi, il digiuno intermittente una fascia oraria dove poter mangiare, la chetogenica toglie i carboidrati mentre una dieta vegana la carne ed i prodotti animali. Tutte queste strategie sono un modo indiretto per assumere meno energie. Possiamo dare la colpa del sovrappeso a carboidrati, grassi, proteine, intolleranze, infiammazioni, ecc. ecc. In realtà mangiamo semplicemente troppo rispetto a quanto ci muoviamo.

“Ci sono però anche i casi in cui è vero il contrario”

– aggiunge la dottoressa –

“è il caso delle ragazze giovani che dicono di mangiare ed in realtà mangiano troppo poco. In questo caso tagliare le calorie è controproducente, bisogna fare un lavoro di costruzione metabolica, salire per far ritrovare al corpo un nuovo equilibrio e poi da lì eventualmente tagliare”.

Il messaggio da far passare è questo: è importante avere una reale coscienza di quello che introduciamo nel nostro organismo attraverso l’alimentazione. Diversi studi hanno mostrato infatti come le persone sottostimino anche del 50% il proprio apporto calorico.  Darsi delle regole è il primo passo, assieme allo scegliere alimenti sani e sazianti, per ritrovare il giusto peso forma.

Qual è la migliore dieta dimagrante? È quella per te più sostenibile. Cosa ti piace mangiare? Cosa ti fa soffrire meno la fame? Ed infine qual è per te la dieta più protraibile nel tempo?

Perché se come mangi oggi, durante la dieta, non sarai in grado di farlo domani, i risultati ottenuti saranno destinati a svanire!

Yves Rocher

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