Dieta Sirt, funziona davvero la dieta del gene umano? Quali controindicazioni?

Dieta Sirt

Cos’è la dieta sirt e come funziona il nuovo regime alimentare che promette di perdere più di tre chili in una settimana e che sta spopolando. In cosa consiste la dieta del gene umano e quali controindicazioni può avere? È pericolosa?

Perdere 3,2 chili in 7 giorni andando a sollecitare quei geni che stimolano il metabolismo: ecco la dieta Sirt, anche nota, non a caso, come dieta del gene umano. Un ulteriore nuovo stile alimentare che promette di far miracoli perché basato su un gruppo di alimenti ricchi di sostanze nutritive speciali in grado di attivare gli stessi geni della magrezza che altrimenti verrebbero sollecitati dal digiuno. Ma in cosa consiste la dieta Sirt? E funziona davvero?

Famoso perché seguita da Pippa Middleton e dalla cantante Adele, questo stile alimentare è stato messo a punto da due nutrizionisti, Aidan Goggins e Glen Matten, che hanno fatto leva su un gruppo di geni, le sirtuine (da qui il nome), in grado di stimolare il metabolismo, bruciare i grassi e favorire la perdita rapida di peso.

La peculiarità di questa dieta è che non si escluderebbe nessun tipo di alimento ma, anzi, si aggiungerebbero i cosiddetti “cibi Sirt”, alcuni anche sconosciuti ai più, nell’ottica del motto “non ci sono privazioni di alcun tipo”. Sarà anche vero, ma non è questo il sunto della nostra cara vecchia mediterranea, senza andare a scomodare continuamente l’ago della bilancia?

Dieta Sirt, cos’è e come funziona

La “dieta del gene magro” promette di far perdere peso rapidamente senza fatica con un regime alimentare fondato su un gruppo di nutrienti scoperti recentemente che sarebbero capaci di attivare una famiglia di geni, le cosiddette sirtuine (nello specifico le sirtuine sono enzimi, proteine che nell’uomo sono codificati da geni dello stesso nome “SIRT”).

Anche dette “super regolatori metabolici”, le sirtuine avrebbero il fantastico potere di influenzare letteralmente la capacità del nostro organismo di bruciare i grassi, far leva sul nostro umore e sui meccanismi che regolano la longevità.

Un effetto, quello dell’attivazione delle sirtuine, che, secondo gli ideatori di questa dieta, produrrebbe gli stessi benefici del digiuno senza però gli svantaggi.

La dieta Sirt si compone di due fasi. Durante i primi tre giorni della prima fase si dovranno assumere 1000 calorie al giorno al massimo. In pratica, potrete assumere tre succhi verdi e un pasto solido, il tutto a base di cibi Sirt. Dal giorno 4 al 7 le calorie giornaliere diventeranno 1500. Ogni giorno mangerete due succhi verdi e due pasti solidi Sirt. Alla fine dei sette giorni dovreste avere perso, in media, 3,2 chili.
La seconda fase è quella di mantenimento e dura 14 giorni, durante i quali l’obiettivo non è più ridurre le calorie, ma consolidare il dimagrimento mangiando ancora cibi Sirt.

Dieta Sirt, cosa mangiare

Generalmente, sono indicati come alimenti attivatori di sirtuine:

Beh, quello che salta all’occhio è che con questa dieta si consumerebbero semplicemente cibi ricchi di polifenoli, che hanno proprietà antiossidanti, che presumibilmente attivano a loro volta le sirtuine.

Tra gli alimenti che hanno reso questa dieta degna di nota sono in effetti il vino e il cioccolato fondente, che hanno già un posto nella nostra alimentazione, anche perché i loro alti livelli di antiossidanti possono proteggerci da alcune malattie croniche e da alcuni tumori.

Ma la perdita di peso?
Il sito ufficiale della dieta Sirt dice che questa si concentra più sulla salute che sulla perdita di peso, anche se lo slogan rimane: “il metodo rivoluzionario per perdere peso”. La più grande affermazione di questa dieta è che queste proteine sirtuine aumenteranno la capacità del nostro corpo di bruciare i grassi, promuovere la crescita muscolare, la manutenzione e la riparazione e, come detto in precedenza, una rapida perdita di peso. Mentre altri benefici non legati al peso includono: miglioramento della memoria, controllo dei livelli di zucchero nel sangue e protezione da cancro e malattie croniche.

Un menù quotidiano della dieta Sirt a titolo esemplificativo può essere questo (nella prima fase):

  • Colazione: un succo verde Sirt
  • Spuntino: un succo verde Sirt
  • Pranzo e cena un pasto solido normale o vegano, come gamberoni saltati in padella, spaghetti in grano saraceno o Miso o tofu con glassa al sesamo e verdure saltate con peperoncino e zenzero
  • Merenda: un succo verde Sirt

Ogni giorno poi sono concessi 15-20g di cioccolato fondente con l’85% di cacao.

dieta piatto

Dieta Sirt, cosa dice la scienza

La maggior parte delle analisi degli effetti delle sirtuine e sulla perdita di peso sono stati effettuati solo in laboratori animali, su lieviti, vermi e cellule staminali umane. Alcuni studi hanno dimostrato che un antiossidante noto come resveratrolo, che si trova nell’uva e nei mirtilli, che attiva le sirtuine, può imitare le azioni di restrizione calorica che a loro volta portano alla perdita di peso. Altri studi hanno scoperto che il resveratrolo può svolgere un ruolo nella prevenzione del cancro, delle malattie cardiache e del diabete negli animali, ma non ci sono prove sufficienti per comprenderne il suo ruolo negli esseri umani. Un’altra cosa da sottolineare è che molte delle ricerche stanno analizzando la forma isolata delle sirtuine e non le sirtuine trovate nel cibo stesso e tendono anche a usare alte dosi di antiossidanti che sono impossibili da ottenere da fonti di cibo (più vino non equivale a maggiori benefici, per esempio).

L’unica prova umana sull’efficacia della “Sirtfood” quanto alla perdita di peso deriva da una sperimentazione clinica inclusa nello stesso libro Sirtfood Diet e progettata dagli stessi fondatori. Una falla? La dieta Sirtfood è stata condotta in uno studio pilota di alcuni partecipanti in una palestra privata a Chelsea, Londra. In un periodo di 7 giorni, 39 persone hanno perso circa 3 chili (ma oltre i 7 giorni non sappiamo se la restrizione calorica sia continuata, se il peso sia stato riguadagnato o se la massa muscolare sia stata mantenuta).

Come a dire, di limitazioni a questa “prova” ce ne sono eccome: uno studio pilota è il primo di molti studi che dovrebbero essere condotti su un argomento specifico e non dovrebbe in alcun modo essere l’unica fonte di prova per sostenere una dieta. Inoltre, gli unici partecipanti allo studio erano frequentatori di palestre, una “popolazione” probabilmente attenta alla salute e a una dieta sana a prescindere. Infine, non c’era un gruppo di controllo e poi pensateci… un’altra cosa che può attivare le sirtuine è proprio la limitazione delle calorie, motivo per cui fa parte della fase 1 della dieta…

Rimaniamo sempre dell’opinione, dunque, che bisogna sempre farsi seguire da uno specialista prima di intraprendere un nuovo regime alimentare che ci faccia dimagrire, per mantenere il peso dopo e, soprattutto, rimanere in salute.

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Germana Carillo

Giornalista pubblicista, classe 1977, laureata con lode in Scienze Politiche, Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci anni.
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