Dieta dei gruppi sanguigni aiuta anche a dimagrire? 

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Dieta del gruppo sanguigno, un regime alimentare controverso e seguito soprattutto per motivi di salute. Ma è utile a perdere peso?

Si sente spesso parlare di “Dieta dei gruppi sanguigni”, un regime alimentare basato su un determinato assunto: proprio come i nostri geni influenzano il nostro peso e la capacità del corpo di processare determinati cibi, così fa, in teoria, il nostro gruppo sanguigno. In questo modo, ci sarebbe una “traccia genetica” di una certa predisposizione verso un preciso tipo di alimentazione. Ma in cosa consiste la dieta dei gruppi sanguigni? E ha una reale valenza scientifica? Contribuisce a perdere peso?

Ideata nel 1997 dal naturopata italo americano Peter D’Adamo e in Italia fortemente sostenuta dal dottor Mozzi, questo regime nutrizionale si fonda sull’ipotesi che il gruppo sanguigno sarebbe in grado di incidere sul rapporto tra cibo e metabolismo.

Ma, come ben sappiamo, non tutti i piani alimentari personalizzati ricevono il via libera dai professionisti e se c’è una dieta alla moda che ha scatenato parecchie polemiche quella è proprio quella dei gruppi sanguigni.

Cos’è la dieta dei gruppi sanguigni e come funziona

Chiamata anche emodieta, la dieta dei gruppi sanguigni ha preso corpo dall’idea di D’Adamo secondo cui la razza umana può essere divisa in quattro gruppi, corrispondenti a quelli sanguigni (A, B, AB e 0), ognuno con esigenze alimentari diverse.

Ad esempio, le persone con sangue di tipo A sono più predisposte alle malattie cardiache, al cancro e al diabete. Ecco perché il tipo A dovrebbe seguire una dieta vegetariana focalizzata su alimenti “freschi, puri e organici” per “potenziare il sistema immunitario”. Nel frattempo, quelli con il sangue di tipo 0 avrebbero una capacità molto sviluppata di digerire i pasti che “contengono sia proteine che grassi” (Fonte)

Per quanto riguarda la perdita di peso? Secondo questo stile alimentare, bisognerebbe abbandonare gli alimenti che contengono le lectine, un tipo di proteina che graverebbe sul sistema immunitario, stimolerebbe l’infiammazione e creerebbe problemi con gli ormoni facendo ingrassare.

Sull’argomento leggi anche:

Dieta senza lectina: cos’è e funziona davvero? Quando può essere utile?

E non solo: in relazione al proprio gruppo sanguigno, ciascun individuo sarebbe intollerante nei confronti proprio di alcune lectine, che, una volta introdotte nell’organismo attraverso gli alimenti, sarebbero in grado di attaccare i globuli rossi “agglutinandoli”: secondo D’Adamo, assumere queste lectine sarebbe come “subire una piccola trasfusione da un donatore con gruppo sanguigno diverso”. Non è una dichiarazione di poco conto, se si considera che il naturopata americano sarebbe anche in grado di spiegare con ciò anche l’origine delle intolleranze alimentari e dei disturbi collegati all’alimentazione.

In ogni caso, D’Adamo nei suoi saggi è pronto ad assicurare una cosa: le persone che vogliano perdere peso con questa dieta possono riuscirci facilmente. Pensate che negli States sono disponibili sul mercato prodotti alimentari “tarati” per i diversi gruppi…

gruppi sang

Generalmente, la dieta prevede:

  • Gruppo A: cibi vegetariani allo stato naturale (freschi e biologici), cereali, leguminose
  • Gruppo B: evitare pollo, mais, grano, grano saraceno, lenticchie, pomodori, arachidi e semi di sesamo e mangiare più verdure verdi, uova, latticini a basso contenuto di grassi e carni come l’agnello
  • Gruppo 0: carne magra e grassi sani ed evitare cereali, fagioli e latte
  • Gruppo AB: evitare caffeina, alcool e carni affumicate o affumicate. Prediligere alimenti come il tofu, i latticini e le verdure verdi per la perdita di peso.

Dieta dei gruppi sanguigni è utile o no a perdere peso?

Diverse teorie si scontrano su questo campo ed effettivamente i dubbi sorgono nel momento in cui si esaminano più approfonditamente i presupposti scientifici di una simile dieta.

I denigratori

Un recentissimo studio condotto su quasi 1000 individui e pubblicato sul Journal of Nutrition ha concluso che la dieta dei gruppi sanguigni non avrebbe alcun impatto significativo sulla salute degli adulti in sovrappeso. Tesi che trova conferma in studi più antecedenti.

Se in molti ritengono, infatti, che non ha senso demonizzare le lectine, perché contenute nella stragrande maggioranza dei cibi e non sarebbero quindi in grado di attaccare in maniera selettiva un solo gruppo sanguigno, lo squilibrio verso determinati tipi di alimenti o l’esclusione totale di altri non hanno mai garantito una giusta alimentazione.

In più, come dicono coloro che della dieta dei gruppi sanguigni non sono convinti, qualsiasi dieta può portare alla perdita di peso, ma questa è sostanzialmente legata al numero di calorie quotidiane, all’età e all’attività fisica che si fa.

Quando si esamina più da vicino la ricerca, il supporto scientifico per questo stile alimentare fa acqua da tutti i fori:

Non vi è alcuna spiegazione per sostenere un legame tra il gruppo sanguigno di un individuo e le loro interazioni con determinati alimenti e peso”, dice la dottoressa Nancy Rahnama, medico bariatrico.

In più, una recensione pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition concluse affermando che “attualmente non esistono prove per convalidare i presunti benefici per la salute delle diete del gruppo sanguigno”.

L’anno successivo, un nuovo studio indagò se la dieta dei gruppi sanguigni sarebbe in grado di migliorare i marcatori di salute associati a malattie cardiache e diabete. Dopo aver analizzato i dati di oltre 1.400 pazienti, i ricercatori scoprirono che attenersi a certe raccomandazioni tipiche della dieta dei gruppi sanguigni aveva avuto effetti positivi – come un BMI regolare e una pressione sanguigna più bassa – ma quelli erano indipendenti dal gruppo sanguigno di una persona.

I sostenitori

Nonostante la mancanza di prove relative alla dieta nel suo complesso, ci sono elementi della dieta dei gruppi sanguigni supportati dalla scienza. Ad esempio, le raccomandazioni per il sangue di gruppo A hanno i loro vantaggi per chiunque: le diete vegetariane sono ricche di sostanze nutritive e in genere a basso contenuto di calorie e possono aiutare a prevenire alcune malattie e portare ad un peso corporeo inferiore (Fonte).

Inoltre, l’eliminazione degli alimenti trasformati è raccomandata in tutti i gruppi sanguigni, il che non guasta: prodotti alimentari “ultra-elaborati” che contengono sostanze non tipicamente utilizzate in cucina per imitare il cibo reale, costituiscono quasi il 60% delle calorie totali consumate nel mondo occidentale e il 90% delle calorie consumate dallo zucchero aggiunto.

Inoltre, molti sostengono di sentirsi meglio quando approcciano a questo piano alimentare perché capace di promuovere una dieta più pulita priva di cibo spazzatura, alimenti trasformati e zucchero.

Noi restiamo dell’avviso che questo non abbia niente a che fare con il proprio gruppo sanguigno. Soltanto uno stile alimentare che enfatizzi il mangiare pulito, ricco di proteine vegetali, frutta fresca e verdure e sia il più possibile variegato, è il miglior modo per sentirsi meglio e restare in forma.

Leggi anche:

Germana Carillo

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook