dieta senza glutine

La dieta senza glutine è solo una moda? Di sicuro non lo è per chi soffre di celiachia e deve mangiare esclusivamente gluten-free per sentirsi bene. Al momento la dieta senza glutine al 100% è infatti considerata l’unica terapia utile per i celiaci.

Anche chi non è celiaco però potrebbe voler iniziare a ridurre l’assunzione di glutine nella propria dieta, magari fino ad eliminarlo. Ma si tratta di una scelta che fa davvero bene alla salute? Il dibattito è aperto.

Il vantaggio di una dieta senza glutine o a ridotto contenuto di glutine per chi non è celiaco riguarda soprattutto la possibilità di variare la tipologia dei piatti e dei cibi a base di cereali da portare in tavola. Non più soltanto il solito pane e la classica pasta preparata con il grano, ma via libera a riso, amaranto, quinoa, miglio e ad altre farine e cereali senza glutine.

Bisogna però saper bilanciare bene la dieta in modo che sia davvero equilibrata e per questo motivo vi consigliamo, come sempre, di rivolgervi ad un esperto di alimentazione e nutrizione per pianificarla.

Come mai la dieta senza glutine di tanto in tanto torna alla ribalta come scelta problematica? Il problema è legato alla diffusione di cibi confezionati gluten-free. Pensiamo ad esempio alle varie merendine, ai biscotti, ai cracker, ai grissini senza glutine e quant’altro. Alcuni di questi prodotti se da una parte sono privi di glutine potrebbero essere però ricchi di grassi saturi o contenere dei conservanti o degli additivi indesiderati. Insomma, ancora una volta, ciò che conta è imparare a leggere le etichette e magari cercare di dare la preferenza a cibi senza glutine ma non troppo elaborati dal punto di vista industriale.

Alcune persone, non celiache, iniziano ad acquistare i prodotti confezionati che riportano la dicitura gluten-free perché pensano siano più salutari di altri, ma secondo gli esperti non è sempre così. Tutto dipende dagli ingredienti che sono stati scelti per produrli.

Il dottor Jason Wu del George Institute for Global Health ha condotto in Australia uno studio che ha preso in considerazione 3200 prodotti alimentari e ha notato che i cibi confezionati senza glutine di solito sono più cari di altri ma non hanno un profilo nutrizionale migliore rispetto ai prodotti comuni (al di là del fatto che siano adatti ai celiaci).

Tra i cibi senza glutine esaminati, il pane, la pasta, i biscotti e altri prodotti da forno contenevano un quantitativo inferiore di proteine ma livelli di sale e di zucchero identici a quelli dei prodotti convenzionali, come del resto era già emerso in precedenza.

L’esperto sottolinea in particolare che la dicitura gluten-free riportata sulle etichette a volte viene utilizzata come strategia di marketing per far apparire un prodotto più salutare di altri anche quando non lo è.

In conclusione, chi deve o vuole seguire una dieta senza glutine dovrebbe sempre fare attenzione a ciò che acquista per proteggere al meglio la propria salute in ogni senso, così come dovremmo fare tutti anche se non soffriamo di celiachia.

Marta Albè

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