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Cosa puoi fare e cosa no se la tua Regione è in zona arancione “rafforzato”

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Ufficialmente non c’è nessun “arancione rafforzato” nel Dpcm varato dal governo, al contrario di quanto affermato dalle voci circolate negli ultimi giorni sulla bozza. La novità introdotta dal nuovo Dpcm, è che spetterà alla singole Regioni prevedere misure più strette a livello locale a seconda dell’andamento dei contagi.

Di fatto, l’arancione rafforzato però esiste già. In questi giorni, alcuni comuni italiani, soprattutto in Emilia Romagna, Piemonte e Lombardia si trovano nella cosiddetta zona arancione scuro. Qui, oltre ai divieti già imposti dal Governo Nazionale, sono state aggiunte altre novità, tramite apposite ordinanze regionali, per arginare la diffusione del Covid-19 anche a causa dell’aumento dei contagi.

Nata in Emilia Romagna, la zona arancione scuro in oggi si trova ad esempio la provincia di Reggio Emilia, prevede in sintesi:

  • lo stop agli spostamenti anche all’interno del proprio comune, se non per motivi di salute, lavoro e comprovate necessità
  • la didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado e le Università, tranne i servizi educativi da 0-3 anni e le scuole dell’infanzia.
  • il divieto di recarsi da parenti, amici e nelle seconde case
  • il divieto di recarsi nelle seconde case
  • la chiusura delle attività ricreative
  • una stretta alle attività sportive.

Intanto nei giorni scorsi, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato l’ordinanza in vigore fino al 21 marzo che istituisce la zona rossa per i comuni della Ausl Romagna, che finora erano in zona arancione scuro ossia tutti quelli delle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini

Cosa si può fare e cosa no in zona arancione scuro in Emilia Romagna

Fermo restando che saranno le regioni a stabilire le regole con apposite ordinanze, ecco cosa ha previsto l’Emilia Romagna, che ha stilato apposite Faq

Posso andare a far visita a parenti/amici?

Sono vietati gli spostamenti sia in entrata che in uscita dai territori dei comuni e all’interno dei comuni stessi, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Quindi non sarà possibile, salvo situazioni di necessità, andare a trovare amici e parenti se non per prestare loro cure e assistenza. Non sono consentiti nemmeno gli spostamenti verso le abitazioni private.

Gli spostamenti dei nonni che devono accudire i nipoti in DAD sono consentiti?

Sì, gli spostamenti per ragioni di cura sono sempre consentiti.

Posso fare una passeggiata all’aria aperta? Posso portare mio figlio al parco?

E’ possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie. In tale contesto, una passeggiata col figlio è possibile ma solo in prossimità della propria abitazione, non in un parco che si trova distante.

Posso fare attività fisica? 

Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto.

Posso andare dal parrucchiere/estetista (nel mio comune e al di fuori)?

Sì, nel proprio comune. In un altro comune se il servizio non è presente nel proprio. Stessa cosa vale anche per ritirare l’asporto, previsto anche nei comuni confinanti se quel tipo di esercizio non è presente nel proprio.

Posso andare nella mia seconda casa (anche dentro lo stesso comune)?

Sì, ma per ragioni di necessità (manutenzione, ecc.).

Le regole applicate in Lombardia

Regole analoghe sono applicate in Lombardia, anche se disciplinate da diverse ordinanze regionali. Da oggi e fino al 10 marzo, infatti, nei comuni in zona arancione rafforzato (QUI la lista)

“sono vietati tutti gli spostamenti in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, che andranno giustificati esibendo una autodichiarazione. All’interno del proprio comune è consentito spostarsi tra le ore 5 e le ore 22, senza dover motivare lo spostamento. Resta sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti può spostarsi dalle 5.00 alle 22.00 entro i 30 km dai confini comunali. Sono esclusi però gli spostamenti verso i capoluoghi di provincia” spiega la Regione.

Novità anche per le scuole: nei comuni ricompresi nella fascia arancione ‘rafforzata’, è sospesa la didattica in presenza per tutte le classi delle scuole elementari, scuole medie, scuole secondarie di secondo grado, istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado (IeFP), Istituti tecnici superiori (ITS), percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), comprese anche le scuole dell’infanzia.

La zona arancione in Piemonte

Il Piemonte è ancora in zona arancione ma ha introdotto ulteriori restrizioni, che riguardano soprattutto le scuole, suddivise in due fasce di rischio:

Fascia 1: Comprende 21 distretti sanitari delle province di Asti, Cuneo, Torino, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola: Nizza Monferrato, Fossano, Saluzzo, Mondovì, Cuneo, Alba, Bra, Centro-Collegno, Pinerolese-Pinerolo, Sud-Orbassano, Chivasso-San Mauro, Ciriè, Cuorgnè, Ivrea, Settimo Torinese, Carmagnola, Moncalieri, Nichelino, Vercelli, Domodossola, Verbania. Qui è sospesa l’attività didattica in presenza e la dal 100%, nelle scuole di ogni ordine e grado, ad eccezione dell’attività scolastica per i disabili e dei laboratori, nonchè dei servizi educativi per la fascia 0-3 anni (micronidi, nidi, sezioni primavera, servizi integrativi come baby parking e doposcuola). 

Fascia 2: Nel resto del territorio piemontese, compresa Torino, l’attività didattica è in presenza per nidi, micronidi, materne, elementari e prima media, mentre per seconda e terza media, superiori e Università le lezioni si svolgeranno in dad al 100%.

Inoltre, sono stati introdotti nuovi divieti validi dal al 20 marzo. In particolare non sarà consentito l’utilizzo delle aree attrezzate per gioco e sport, come ad esempio scivoli, altalene, campi di basket, zone skate, in aree pubbliche e all’interno di parchi e giardini pubblici (fatta salva la possibilità di fruizione ai soggetti con disabilità), ci si potrà recare presso i negozi ma potrà farlo solo un membro della famiglia.

Fonti di riferimento: Regione Piemonte, FAQ Emilia Romagna, Governo, Gazzetta Ufficiale

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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