Vernici e pitture anti Covid-19, funzionano davvero? Come difenderci da truffe e inganni

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Vernici anticovid: attenzione agli inganni! Assovernici avverte: è fondamentale leggere con attenzione le etichette

In epoca di pandemia, anche su vernici e pitture si sono moltiplicati diciture, pittogrammi e immagini che riconducono a capacità di rimozione di germi e batteri, ma senza l’indicazione dell’autorizzazione del Ministero della Sanità o della Commissione Europa non sono prodotti con proprietà disinfettanti.

La pandemia ha acceso i riflettori sulle caratteristiche antibatteriche e antivirali di vernici e rivestimenti, come su tutti i disinfettanti e i materiali in grado di contrastare la crescita microbica. Sono così proliferati messaggi commerciali orientati a far leva su proprietà a tutela della salute, generando aspettative non sempre realistiche. È quanto emerge dalle rilevazioni curate da Assovernici, l’associazione che rappresenta i principali produttori italiani di vernici per edilizia e industria.

L’Associazione evidenzia la diffusione di messaggi promozionali che rivendicano presunte proprietà disinfettanti, spesso senza essere comprovate dalle corrispondenti autorizzazioni, oltre a diciture che utilizzano impropriamente il simbolo della croce rossa, per richiamare prodotti registrati come Presidi Medico Chirurgici, o addirittura si avvalgono di riferimenti a certificazioni non pertinenti, come HACCP, che riguarda la sicurezza igienica degli alimenti, e ISO 22196, relativa alla determinazione antibatterica su materie plastiche e materiali non porosi, perciò non adatta alle idropitture.

“Vernici e rivestimenti possono fornire un importante contributo per garantire un ambiente indoor sano e impedire la diffusione di microrganismi, ma devono rispettare diversi requisiti normativi ed essere documentati da adeguate evidenze empiriche”, spiega Massimiliano Bianchi, Presidente di Assovernici.

I prodotti che vantano una funzione primaria di disinfezione sono infatti classificabili come biocidi e in Italia possono essere commercializzati solo dopo l’autorizzazione del Ministero della Salute o della Commissione Europea, che deve essere chiaramente indicata sulle etichette e nei relativi messaggi promozionali. Solo quando i prodotti sono “trattati” con biocidi – per preservare le caratteristiche del preparato e non per espletare una funzione attiva di disinfezione esterna- non è necessaria l’autorizzazione e sono applicabili gli obblighi di etichettatura degli articoli trattati, così come previsto dalla normativa europea Biocidal Products Regulation (BPR).

Leggi la scheda tecnica vernici anti covid

Fonte: Assovernici

 

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