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Chi segue una dieta vegana ha meno probabilità di ammalarsi gravemente di Covid-19. Lo studio

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Secondo un nuovo studio, vegani e pescetariani potrebbero avere meno probabilità di ammalarsi gravemente di coronavirus. Una ricerca svolta in alcuni Paesi ha mostrato infatti che coloro che seguono diete a base vegetale avrebbero il 73% in meno di probabilità di sviluppare sintomi gravi da Covid-19.

È quanto emerge da uno studio pubblicato su BMJ Nutrition, Prevention and Health e che ha coinvolto operatori sanitari di sei Paesi, e da cui emerge, di contro, che le diete a basso contenuto di carboidrati e ad alto contenuto proteico sarebbero collegate a una maggiore possibilità di contrarre la malattia da moderata a grave.

Modelli dietetici vegani o di solo pesce possono essere presi in considerazione per la protezione contro il Covid-19 grave, dicono allora gli studiosi.

Lo studio

I pazienti hanno completato un sondaggio online sulla eventuale infezione da Covid e sulla loro dieta. Più di 2.300 non avevano avuto la malattia e 568 sì.

Tra coloro che avevano avuto il Covid-19, 138 hanno riportato sintomi da moderati a gravi e 430 hanno avuto una malattia lieve o molto lieve.

Ai partecipanti è stato chiesto di pensare alla dieta che avevano nell’anno prima del Covid e sono state date 11 scelte: cibi integrali, dieta a base vegetale, dieta chetogenica, dieta vegetariana, dieta mediterranea, dieta pescetariana, dieta paleolitica, dieta povera di grassi, dieta a basso contenuto di carboidrati, dieta ricca di proteine, altro, nessuno dei precedenti.

Tra i 568 partecipanti che hanno riferito di aver avuto in precedenza il Covid-19, 41 hanno affermato di aver seguito una dieta a base vegetale e 46 hanno affermato di aver seguito una dieta a base vegetale o pescetariana.

Gli autori hanno stimato che i partecipanti che hanno riferito di avere una dieta a base vegetale avevano il 73% in meno di probabilità di riportare malattie da moderate a gravi rispetto a coloro che non ne seguivano una.

I pescetariani avevano probabilità inferiori del 59% rispetto alle persone che seguivano altre diete.

In sei paesi, le diete a base vegetale o le diete pescetariane sono state associate a minori probabilità di Covid-19 da moderato a grave, dicono gli autori. Questi modelli dietetici possono essere presi in considerazione per la protezione contro il grave Covid-19.

Dall’inizio della pandemia, ci sono state molte speculazioni sull’impatto della dieta sul rischio della malattia da coronavirus, aggiunge Gunter Kuhnle, professore di nutrizione e scienze dell’alimentazione all’Università di Reading. Questo studio tenta di rispondere a questa domanda, ma ci sono una serie di limitazioni che devono essere considerate: lo studio si è basato interamente sull’autodichiarazione e molti dati hanno dimostrato che l’assunzione alimentare auto-riferita è inaffidabile.

È sicuramente accertato che una dieta a base vegetale e che escluda completamente i prodotti di origine animale sia la migliore scelta che si possa fare, indipendentemente da una eventuale contrazione del coronavirus. Ma quel che ci sentiamo di dire è che – probabilmente – poco conta quel che mettiamo a tavola se non si continuano a seguire le misure che oramai tutti abbiamo imparato: mascherine, distanziamento e estrema igiene delle mani!

Fonte: BMJ Nutrition, Prevention and Health 

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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