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L’EMA dà il via libera anche al vaccino anti-Covid-19 di AstraZeneca nell’Ue

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Ok anche ad AstraZeneca: il terzo vaccino anti-Covid-19 è autorizzato nell’UE, dopo quello di Pfizer-BioNTech e Moderna. Questo, però, non si consiglia oltre i 55 anni, a causa di assenza di dati su fasce di età superiori.

Il meccanismo di azione è leggermente diverso dai due in circolazione: non è infatti inoculato l’RNA virale, ma un altro virus (della famiglia degli adenovirus), opportunamente modificato in modo da contenere il gene responsabile della produzione della proteina spike del SARS-CoV-2, quella che induce la risposta immunitaria (Leggi anche: Vaccini anti-Covid Pfizer e Moderna: quali sono le differenze e come funzionano).

Il virus iniettato non è in grado di indurre la malattia perché non può replicarsi, ma diffonde il gene per la produzione della proteina: a questo punto le nostre difese immunitarie, allertate, iniziano a produrre anticorpi.

“Grazie a questo terzo parere favorevole, abbiamo ulteriormente ampliato il numero di vaccini a disposizione degli Stati membri dell’UE e del SEE (South-East Europe, N.d.R) per fronteggiare la pandemia e proteggere i cittadini – commenta Emer Cooke, direttore esecutivo dell’EMA – Come avvenuto in precedenza, il CHMP (il comitato per i medicinali per uso umano, N.d.R.) ha condotto una rigorosa valutazione del vaccino, e le basi scientifiche del nostro lavoro corroborano il nostro strenuo impegno a favore della salvaguardia della salute dei cittadini dell’UE”.

Si tratta comunque di un’autorizzazione all’immissione in commercio subordinata a condizioni, tipica di medicinali che rispondono a un’esigenza medica non soddisfatta sulla base di dati meno completi di quelli normalmente richiesti.

Una procedura comune che viene applicata quanto il beneficio per il paziente derivante dall’immediata disponibilità di un medicinale o di un vaccino supera il rischio inerente al fatto che non tutti i dati siano ancora disponibili. I dati devono dimostrare però che i benefici del medicinale o del vaccino superano i rischi.

Nel caso specifico, per esempio, non ci sono dati per pazienti con età inferiore a 18 anni o superiore ai 55, fasce d’età, quindi, per le quali il vaccino non è raccomandato.

Fonti di riferimento: AIFA  / Roberto Speranza/Twitter

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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