Un’efficiente sanità pubblica sta proteggendo l’Uruguay dalla pandemia del Covid-19

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

La sanità pubblica e la responsabilità sociale sono le vie per sconfiggere il Covid-19 (e in generale le pandemie): questa è la lezione che offre al mondo l’Uruguay, che conta ad oggi meno di 11.000 casi da marzo con poco più di 100 morti. Un caso quasi unico tra i Paesi latinoamericani e in generale un brillante esempio di gestione a livello globale.

Come riporta il quotidiano La Vanguardia, poco più di dieci anni fa, durante il primo mandato del presidente José Pepe Mújica, l’Uruguay ha lanciato un ambizioso piano di sanità pubblica che oggi si è rivelato fondamentale per frenare il coronavirus.

Pochi Paesi al mondo hanno un sistema sanitario così universale e pochi Paesi latinoamericani hanno una società così egualitaria, con una grande maggioranza cittadini disposti a vivere la loro libertà individuale con una forte responsabilità sociale.

L’Uruguay ha circa 3 milioni e mezzo di abitanti e con i numeri attuali il suo tasso di mortalità per Covid-19 non arriva a 3 su 100.000 abitanti. Per confronto in Italia siamo ad un tasso di circa 111 morti su 100.000 abitanti e altri Paesi latinoamericani hanno tassi comunque molto più alti di quello dell’Uruguay.

Un sistema sanitario universale

Lo Stato ha trascorso un decennio investendo il 20% del PIL in un sistema sanitario universale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. l’Uruguay è un vero e proprio esempio, con un sistema sanitario tra i più accessibili al mondo, una vasta rete di medici di famiglia che curano i pazienti a casa e che quest’anno sono stati fondamentali per prevenire la diffusione del Covid-19.

“Nel 2007 il Sistema Sanitario Nazionale Integrato ha riunito i sottosistemi privato e pubblico – si legge nell’overview del testo ‘Building up the national integrated health system – Uruguay case study’ – Il suo scopo era quello di fornire una copertura sanitaria universale completa ed equa nell’ambito di un unico piano di benefici noto come Piano di assistenza sanitaria integrato, che ha spostato l’attenzione dell’erogazione del servizio verso l’assistenza sanitaria di base, la prevenzione e le attività di promozione della salute. Il documento discute la riforma che ha portato a una serie di cambiamenti positivi e guadagni di efficienza dal miglioramento degli accordi istituzionali, della governance e della fornitura di servizi di assicurazione sanitaria”.

Prima infatti l’offerta sanitaria uruguaiana era fortemente frammentata, cosa che portava scarsa efficienza, difficile coordinamento e schemi contributivi complessi e diversificati, che variavano in base alla posizione geografica, alla loro capacità di attrarre clienti nonchè all’età e al rischio della popolazione. Con il Covid tutto questo si sarebbe rivelato un disastro.

Un’efficace lotta al coronavirus

uruguay covid-19 sistema sanitario pubblico

©Sistema Nacional de Emergencias Uruguay (dati aggiornati al 17 dicembre 2020)

Il Prehospital Emergency System offre assistenza alla popolazione nelle proprie case o comunque nei luoghi più vicini possibile, ha evitato ricoveri ospedalieri non necessari, che in altre parti del mondo stanno invece creando confusione, ritardi e scarsa assistenza, contribuendo all’incremento della letalità della malattia. Accanto a questo, il Paese gode di un Sistema Nazionale di Assistenza, focalizzato sull’infanzia, gli anziani e le persone non autosufficienti, questi particolarmente vulnerabili al virus.

E non finisce qui.

“L’Uruguay non solo ha un sistema sanitario di prim’ordine – spiega  Giovanni Escalante, rappresentante dell’Oms e dell’Organizzazione panamericana della sanità – ma è riuscito anche organizzarsi nei confronti dei Paesi vicini”.

Che, come sappiamo, non stanno brillando allo stesso modo, con Brasile e Argentina dove la situazione è terribile dal punto di vista sanitario a causa della pandemia.

Il non interesse vince, così come la cultura della responsabilità sociale. Due cose molto rare, come un esserino invisibile ci sta insegnando.

Fonti di riferimento: La Vanguardia / OMS / Sistema Nacional de Emergencias Uruguay

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
ECS

Ripartire in green: come alberghi e strutture ricettive possono rilanciarsi investendo sul turismo verde

Foodspring

Colazione proteica vegan per chi la mattina ha il tempo contato

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook