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Adesso è ufficiale: il Lazio passa da zona gialla a rossa

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Dopo mesi anche il Lazio torna in zona rossa. Se nelle ultime ore erano circolate varie ipotesi, tra cui quella dell’arancione scuro, adesso è arrivata l’ufficialità. Ad annunciare il doppio salto dalla zona gialla alla rossa è stato il governatore della Regione Nicola Zingaretti al centro vaccinale di Fiumicino. 

“Saranno importanti comportamenti responsabili, da lunedì anche la Regione Lazio sarà chiamata giustamente a rispettare le regole della zona rossa. Sarà quindi ancora dura ma con le armi della campagna vaccinale ce la faremo” ha dichiarato Zingaretti, confermando l’ipotesi emersa ieri sulla fascia di rischio assegnata al Lazio. 

Di fatto l’Italia si avvia a un lockdown nazionale, quasi tutte le Regioni rischiano di diventare rosse. 

Le restrizioni in zona rossa

L’ultima capatina del Lazio in zona rossa risale alle festività natalizie, ma la prossima partirà da lunedì 15 marzo, prolungandosi fino a Pasqua compresa. Ecco a cosa andranno incontro gli abitanti della Regione, in sintesi:

  • Chiusura delle scuole, di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia e le elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali;
  • Chiusura di bar, ristoranti e gelaterie, aperti solo per asporto e domicilio;
  • Chiusura di tutte le attività commerciali, compresi barbieri e parrucchieri, ma resteranno aperti negozi di generi alimentari, di prima necessità, edicole, tabaccai e farmacie/parafarmacie;
  • Non saranno ammessi neanche gli spostamenti all’interno del proprio comune salvo per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione o Provincia autonoma) e per fare rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.
  • Le visite a parenti e amici non sono consentite, se non per motivi di necessità. Anche in questo caso, il rientro deve avvenire sempre tra le 5.00 e le 22.00 indipendentemente dal fatto che il giorno sia feriale o festivo. Inoltre, sempre le stesse ragioni, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14.
  • Le passeggiate all’aria aperta saranno consentite ma solo nei pressi della propria abitazione così come gli sport individuali.

QUI il nostro approfondimento sulla zona rossa

I nidi in zona rossa chiudono?

Sono tanti i genitori che in queste ore si stanno domandando se i nidi resteranno aperti, ma su nidi e micronidi nessuno si è ancora sbilanciato, mentre le chat delle classi stanno esplodendo.

Nel comunicato, che si trova tuttora sul sito del governo, c’è scritto che “dal 6 marzo si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari.” Non si parla dei nidi, ma in realtà il testo del decreto del presidente del Consiglio recita:

“sono sospese le attività dei servizi educativi dell’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017 n.65”. Quell’articolo parla proprio di “servizi educativi per l’infanzia e scuole dell’infanzia statali e paritarie”.

Non solo materne, dunque, ma anche nidi e micronidi. E in effetti ogni Regione o zona rossa locale ha preso decisioni sparpagliate sulla questione è difficile districarsi.

Fonti di riferimento: GovernoGazzetta UfficialeFAQ Governo

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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