@Kittipong Jirasukhanont/123rf

Piastrine basse, quando sono i tuoi anticorpi a compromettere la coagulazione del sangue

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Che cos’è la piastrinopenia, la patologia di cui soffriva la 18enne di Sestri Levante morta a seguito di una grave trombosi, qualche giorno dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca

È bufera sul vaccino AstraZeneca dopo il decesso di Camilla Canepa, la ragazza ligure stroncata da una trombosi a soli 18 anni. La giovane è morta a seguito di una trombosi qualche giorno dopo essersi vaccinata durante l’Open Day organizzato a Genova. La ragazza di Sestri Levante era stata ricoverata la scorsa settimana per una grave trombosi al seno cavernoso e conseguente emorragia cerebrale. Dopo la morte avvenuta ieri, all’ospedale San Martino, la Procura di Genova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Verrà effettuata l’autopsia, ma da quanto si apprende la studentessa soffriva di piastrinopenia autoimmune familiare e assumeva una doppia terapia ormonale. Adesso gli inquirenti stanno cercando di capire se le due patologie fossero state indicate nella scheda consegnata prima della somministrazione del vaccino.

Leggi anche: Vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson: oggi il parere del Cts sullo stop per gli under 50

Che cos’è la piastrinopenia autoimmune

Ma che cos’è esattamente la malattia di cui soffriva anche la giovane Camilla? La Piastrinopenia Autoimmune (ITP) è una patologia caratterizzata dalla drastica riduzione del numero di piastrine circolanti, per via della loro distruzione e della soppressione della produzione. La malattia viene distinta in due forme: forme primarie (circa 80% del totale) e forme secondarie (20% dei casi). In entrambe le forme la natura della malattia sembra essere di tipo autoimmune e si rilevano autoanticorpi anti-piastrine. Tuttavia, non sono note le cause che scatenano questo processo, dando origine alla malattia. Nel caso delle forme secondarie, la malattia insorge a seguito di altre patologie (ad esempio Lupus erimatoso) o a seguito dell’assunzione di farmaci.

Alcuni medicinali, ad esempio l’aspirina, i cosiddetti Fans e alcuni anti-depressivi interferiscono con la funzione delle piastrine, rendendole incapaci di attivarsi efficacemente in presenza di emorragia. Inoltre, certi antibiotici e anti-epilettici e alcuni farmaci cardiovascolari hanno fra gli effetti indesiderati anche la capacità di causare una piastrinopenia su base immunologica che aggrava l’ITP, anche se fortunatamente queste reazioni sono piuttosto rare. 

Le emorragie sono espressione della riduzione dei valori delle piastrine circolanti e si manifestano di solito quando le piastrine sono inferiori alle 50mila. In base all’entità della riduzione delle piastrine, le emorragie possono essere più o meno rilevanti e insorgere in seguito a traumatismi locali o in maniera spontanea. Ad esempio valori compresi fra 30 e 50mila piastrine possono portare alla comparsa di modeste manifestazioni emorragiche a livello cutaneo e/o mucoso, per lo più in conseguenza di traumi accidentali.

Piastrinopenia autoimmune: come si cura 

Quanto è letale questa malattia? Solitamente la mortalità è bassa, inferiore a 1-2%, ma la malattia può influenzare la qualità di vita dei pazienti. Non è chiaro se la gravità dei sintomi abbia una relazione sulla prognosi, considerando anche il fatto che la patologia può essere asintomatica anche in pazienti con un numero di piastrine comunque inferiore alle 20.000 per microlitro. Per quanto riguarda le cure, l’obiettivo principale è  ridurre il rischio emorragico e quindi di mantenere il numero di piastrine a livelli non pericolosi per la salute. La prima linea di trattamento prevede l’uso di cortisoni (per via orale o endovena) o delle immunoglobuline.

Per i casi più gravi, forma cronica o ricomparsa dopo un’iniziale risposta, si opta per trattamenti più invasivi che possono arrivare fino alla splenectomia, che si configura tutt’ora come l’opzione terapeutica con il maggiore tasso di risposta e che garantisce la guarigione a due terzi dei pazienti. 

Leggi anche: Trombosi: sintomi, cause, come riconoscerla e trattarla in tempo

Legame tra vaccino e piastrinopenia 

Ma che correlazione esiste tra vaccino e l’insorgenza della piastrinopenia? Come chiarito anche dal Ministero della Salute, il rischio che si verifichino casi di piastrinopenia, oltre che di trombosi, dopo la somministrazione dei vaccini AstraZeneca e Janssen di Johnson & Johnson esiste, seppur molto basso. Proprio per tale motivo il Cts sta valutando di sospendere questi vaccini per le fasce più giovani. 

Il Ministero della Salute consiglia, quindi, di consultare immediatamente un medico se si manifesta uno qualsiasi dei seguenti sintomi nelle tre settimane successive alla vaccinazione con i vaccini Vaxzevria e Janssen:

  • respiro affannoso
  • dolore al petto
  • gonfiore alle gambe
  • dolore addominale persistente
  • sintomi neurologici, come mal di testa grave e persistente o visione offuscata
  • piccoli lividi sulla pelle al di fuori del sito di iniezione

Fonte: Ministero della Salute/Ansa/AIL

Leggi anche:

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
Seguici su Instagram
Seguici su Facebook