Il Covid-19 fa esplodere il mercato delle matite piantabili, antiplastica e antisprechi

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Piantare una matita quando non è più utilizzabile per vedere la nascita di una “nuova vita”: le matite piantabili, idea di gruppo di studenti del Mit di Boston, ha avuto una crescita vertiginosa nel 2020, in coincidenza o forse a causa della pandemia.

Non solo aumento di inquinamento, anche idee sostenibili: le matite piantabili sono una realtà che nel 2020 ha visto una crescita del 75%. Complice forse la permanenza a casa, la voglia di reinventare qualcosa e magari il desiderio di “vita”, l’interesse per l’idea, nata nel 2013 da un gruppo di studenti del Mit di Boston e rilevata dalla società danese Sprout World, si è impennata nell’anno della pandemia.

L’Italia, in particolare, sembra particolarmente interessata alla tecnologia: l’Arma dei Carabinieri, in particolare, risulta uno dei clienti più affezionati, ma anche imprese e grossi gruppi come Enel, Bulgari, Ikea risultano tra gli acquirenti.

Le matite piantabili sono una tecnologia brevettata sia negli Usa (US patent no. 9,643,447) che nell’Unione Europea (EP patent no. EP2885136): il dispositivo di scrittura contiene una capsula-seme dotata in particolare di tre semi di uno stesso fiore, erbe o vegetali, per aumentare il tasso di successo.

Una volta bagnata, la capsula protettiva dissolve per esporre i semi. La matita può essere poi tenuto nel terreno e usata come un’etichetta, dal momento che porta sul lato proprio il nome del seme che contiene. I produttori sostengono che i semi dovrebbero iniziare germinazione entro una settimana. Ogni pacchetto di matite, comunque, contiene una scheda di istruzioni per piantarle (Leggi anche: Sprout: in vendita la matita che si pianta).

matite piantabili boom covid19

©Sprout World

Nel disastro Covid almeno qualche risultato in termini di sostenibilità sembra essere stato raggiunto. Nel 2020 infatti, le matite piantabili, soluzione antiplastica e antisprechi hanno avuto un’impennata di vendite.

“La domanda di prodotti eco-compatibili sta esplodendo in questi giorni – commenta il fondatore di Sprout World Michael Stausholm – Non solo per i prodotti, ma anche per mostrare al mondo cosa fa un’azienda per lasciare un impatto positivo sul pianeta”.

Certo, non la soluzione a tutti i mali del pianeta, ma almeno una buona notizia. Tra mascherine abbandonate ovunque, pericolosi ritorni dell’usa e getta, qualche buona notizia sboccia (è proprio il caso di dirlo.

“Non crediamo che piantare matite possa salvare il mondo – precisa il CEO – ma la nostra missione è ispirare tutti; bambini, adulti e aziende a fare piccoli cambiamenti nella loro vita quotidiana, che sommati fanno una grande differenza”.

Una goccia nell’oceano (pieno di plastica).

Fonti di riferimento: Sprout World

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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