Green pass, quali sono i problemi sulla privacy? Tutti i dubbi del Garante

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Grazie al Green pass, da poco approvato dal Governo Draghi, i cittadini italiani avranno la possibilità di spostarsi su tutto il territorio nazionale in sicurezza e partecipare ed eventi come i matrimoni. Ma questa novità pone una serie di criticità che sono state evidenziate dal Garante della Privacy, che non è stato coinvolto per la stesura del nuovo decreto. Infatti, tale mancato coinvolgimento ha portato ad alcune lacune in merito alle corrette modalità di conservazione e trattamento dei dati personali.

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Per il Garante della Privacy il primo nodo è rappresentato dai tempi di conservazione dei dati raccolti. In caso di tampone negativo, infatti, i dati dovrebbero essere cancellati dopo 48 ore, periodo dopo il quale scadrebbe la validità del Green pass. Un altro punto su cui batte il GPDP riguarda la sicurezza dell’infrastruttura che gestisce questa enorme quantità di dati, su cui è necessario vigilare. Infine, si pone il rischio di un’eventuale contraffazione del Green pass da parte dei cittadini, che porterebbe a dei problemi di sicurezza sanitaria. 

“Il mancato coinvolgimento del Garante non è tanto, o solo, un problema di natura formale e di fluidità dei rapporti tra istituzioni, di cui peraltro agli italiani può interessare ben poco, ma sostanziale.” – sottolinea Ginevra Cerrina Feroni, vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali – Riguarda, per l’appunto, i loro diritti e libertà costituzionali fondamentali. E questo, invece, interessa molto. Entrambi i decreti legge adottati dal Governo – certificati verdi per spostarsi tra Regioni e obbligo vaccinale per sanitari – presentano gravi violazioni sotto il profilo della protezione dati. In relazione ai certificati verdi per spostarsi tra Regioni abbiamo adottato un formale provvedimento di “avvertimento” al Governo, evidenziando che il “decreto riaperture” è privo di una valutazione dei possibili rischi su larga scala. Non sono definite le finalità per il trattamento dei dati, non è indicato il titolare del trattamento, non è rispettato il principio di minimizzazione, non sono contemplati i tempi di conservazione, non sono previste misure per garantire la loro integrità e riservatezza.” 

Ad evidenziare altri problemi connessi al Green pass è anche Federfarma, che ha recentemente scritto una nota al Ministero della Salute facendo notare che non tutte le farmacie che effettuano i tamponi sono organizzate per consentire il rilascio delle certificazioni. 

“Le farmacie sono coinvolte in prima persona per quanto riguarda il rilascio del certificato in caso di test antigenici rapidi, così come lo saranno a breve, con l’avvio della campagna vaccinale nelle farmacie di tutta Italia, anche per l’erogazione del green pass vaccinale.” – sottolinea Federfarma – Ci sono però criticità relative al rilascio del certificato, per le quali le farmacie sono in attesa di delucidazioni. Le farmacie venete, intanto, forniscono il certificato con l’esito del tampone rapido. I cittadini, muniti di tessera sanitaria, potranno richiedere in farmacia il certificato del tampone in lingua inglese.”

Fonte: Garante Privacy/Federfarma

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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