Il Covid-19 è davvero stagionale: studio conferma che il caldo abbassa la contagiosità

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Nelle Paesi tropicali e nelle aree in cui il clima è più caldo e umido il rischio di ammalarsi di Covid-19 è più basso rispetto alle altre zone del Pianeta. È quanto conferma una nuova ricerca scientifica, pubblicata la scorsa settimana sulla rivista Scientific Reports, che fa sperare in una riduzione dei contagi nella stagione estiva. 

“I nostri risultati mostrano che un Paese, che si trova a 1000 km più vicino all’equatore, potrebbe aspettarsi il 33% di contagi in meno su un milione di abitanti.” – spiega il team internazionale di scienziati – “Secondo il nostro studio, i Paesi dovrebbero assistere ad un calo dei nuovi casi di COVID-19 durante l’estate e ad un aggravamento nel periodo invernale”.

Il numero dei contagi da Covd-19 tende a diminuire grazie al caldo e all’umidità

Già nel corso del 2020, diversi studiosi avevano ipotizzato gli effetti “benefici” del caldo sul Covid-19, ma una serie di esperimenti in laboratorio, condotti più recentemente, hanno dimostrato che il SARS-CoV-2 è altamente suscettibile al calore e ai raggi UV. Ciò non significa che il virus è destinato a sparire del tutto nei Paesi tropicali o nel periodo estivo, ma che il caldo rappresenta un alleato prezioso contro la malattia. 

“I nostri risultati non implicano che la malattia svanirà durante l’estate o non interesserà i Paesi vicini all’equatore” – chiariscono gli autori dello studio – “Piuttosto, le temperature più elevate e i raggi UV più intensi intensi del periodo estivo aiuteranno a contenere il Coronavirus e la sua trasmissione”. 

Ma perché nelle aree più fredde del Pianeta e nel periodo invernale il numero dei contagi è così alto? 

“Molte infezioni virali acute del tratto respiratorio, come l’influenza A e B, il rinovirus, il virus respiratorio sinciziale, l’adenovirus, il metapneumovirus e il coronavirus, dipendono dal clima e condividono tali modelli stagionali” – evidenziano gli studiosi – “Alcuni virus possono avere una migliore stabilità in ambienti a bassa temperatura, bassa umidità e con un livello più basso di radiazioni UV. Inoltre, le persone tendono ad assembrarsi di più in luoghi chiusi in inverno, il che può facilitare la diffusione di malattie; e i livelli di vitamina D negli esseri umani tendono a diminuire nel periodo invernale, indebolendo le risposte immunitarie”.

Come ribadito dagli scienziati, ciò non significa che nei Paesi tropicali si può abbassare la guardia e il calo dei contagi è possibile soltanto se le persone continueranno a rispettare le misure anti-Covid.

Fonte: Scientific Reports 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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