Covid-19, l’Aifa approva il vaccino Pfizer in Italia. Si parte il 27 dicembre

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Dopo il via libera dell’Ema, anche l’Aifa ha autorizzato il vaccino sviluppato da BioNTech e Pfizer. In Italia, come negli altri paesi membri, si potrà procedere alla vaccinazione contro il Covid-19 tra meno di una settimana.

“Credo che quella di oggi sia una giornata eccezionale – ha detto il Presidente Palù – perché abbiamo a disposizione, ad appena dieci mesi dalla pubblicazione delle sequenze del genoma del virus, un vaccino contro il COVID-19 con un’efficacia altissima, intorno al 95%, e altri 5- 6 sono nella pipeline”.

Dal 27 dicembre prossimo, primo giorno della vaccinazione in Europa, il Comirnaty sarà somministrato inizialmente ad alcune categorie di persone, ma col passare dei mesi si procederà alla “vaccinazione di massa che si svolgerà in tutta Europa” annuncia l’Aifa.

“Oltre ad autorizzarne l’immissione in commercio e la rimborsabilità per tutti a carico del SSN, l’AIFA ha previsto un programma di attività di informazione e comunicazione sui vaccini per il COVID-19, a partire da una serie di risposte alle domande più frequenti” ha aggiunto il Direttore Generale Magrini.

Cos’è il vaccino Comirnaty e a cosa serve

Per fare ulteriormente chiarezza, l’Aifa ha reso note le FAQ che rispondono ad alcuni dei dubbi e delle domande più frequenti. Il vacccino Comirnaty è approvato per tutta la popolazione al di sopra dei 16 anni non ha controindicazioni assolute e non sono richieste accortezze particolari per sottopopolazioni specifiche come anziani, immunodepressi o soggetti con disturbi della coagulazione e rischi di sanguinamento.

“Non esistono controindicazioni neppure per le donne in gravidanza e in allattamento” ha aggiunto Magrini.

Noto anche come vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 è destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019. Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS-CoV-2, il virus responsabile del covid. Non contiene il virus e non può provocare la malattia.

Di fatto induce la produzione di antigeni del virus SARS-CoV-2, in particolare di antigeni S del virus che stimolano la risposta anticorpale della persona vaccinata.

La sperimentazione è stata abbreviata per avere presto il prodotto?

Uno degli aspetti più discussi è stato legato alla sperimentazione. Ma l’Aifa rassicura spiegando che, se da una parte è vero che gli studi sui vaccini anti COVID-19 sono partiti durante la primavera 2020, durando meno rispetto ai tempi abituali, dall’altra

“hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di persone: dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrare efficacia e sicurezza. Non è stata saltata nessuna delle regolari fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino: i tempi brevi che hanno portato alla registrazione rapida sono stati resi possibili grazie alle ricerche già condotte da molti anni sui vaccini a RNA, alle grandi risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi rapidissimi  e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi  sono completati. Queste semplici misure hanno portato a risparmiare anni sui tempi di approvazione”.

Quanto dura la protezione indotta dal vaccino?

Essa non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato di pochi mesi. Tittavia, per l’Aifa, ciò che sappiamo sugli altri tipi di coronavirus indica che  dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi.

Il vaccino sarà efficace anche verso la nuova variante del Covid-19?

“La variante segnalata in Inghilterra è il risultato di una serie di mutazioni di proteine della superfice del virus e sono in corso valutazioni sugli effetti che queste possono avere sull’andamento dell’epidemia, mentre appare improbabile un effetto negativo sulla vaccinazione” sostiene l’Aifa.

I virus a RNA come SARS-CoV-2 infatti sono soggetti a mutazioni, molte delle quali non alterano le componenti del virus.

Soddisfazione da parte del Ministro della salute Roberto Speranza:

“E’ la notizia che aspettavamo. la battaglia contro il virus è ancora molto complessa, come dimostrano anche le ultime notizie provenienti da Londra, ma avere a disposizione un vaccino efficace e sicuro apre una fase nuova e ci dà più forza e fiducia”.

La prima italiana a sottoporsi al vaccino sarà una giovane infermiera romana di 29 anni, che sarà vaccinata all’Istituto Spallanzani di Roma, nel V-day in programma il 27 dicembre. Si partirà con circa 9750 dosi ma la vera campagna vaccinale sarà a gennaio.

Per rivedere la conferenza stampa:

Fonti di riferimento: Aifa, FAQ Aifa,

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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