Un anno di mascherine e disinfettanti: ma irrorare le superfici è davvero utile?

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Siamo a un anno di coronavirus, anzi lo abbiamo superato, e ancora assistiamo a pubbliche sanificazioni di superfici e ambienti. Ma sono veramente misure efficaci? La scienza, in realtà, non lo ha ancora confermato e c’è chi parla di “teatro pandemico”.

Il SARS-CoV-2, virus responsabile del Covid-19, si trasmette per via aerea: questa è forse una delle poche certezze che abbiamo sulla terribile pandemia che ha cambiato le nostre vite. Ma che l’agente patogeno possa sopravvivere sulle superfici e soprattutto che le superfici siano vie di contagio in realtà non è stato completamente dimostrato. Quindi, che disinfettare tutto prevenga la diffusione della malattia, nemmeno.

Eppure è una pratica comune ormai da un anno a questa parte: negli uffici, nei luoghi pubblici e nelle scuole, anche di bimbi molto piccoli, si vive nel disinfettante. Pratica però non solo “privata”, limitata a luoghi pubblici ma non sotto i riflettori.

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La Casa Bianca è stata infatti letteralmente irrorata di disinfettante al cambio di guardia della Presidenza: prima dell’ingresso ufficiale di Biden, tutti gli uffici sono stati inondati di presunti prodotti anti coronavirus. E la scorsa settimana, gli inglesi hanno visto il loro primo ministro Boris Johnson fare di tutto per pulire il sedile di una sedia.

Lo scorso aprile la ricercatrice Zeynep Tufekci definì queste azioni pubbliche “teatro pandemico”,  in un articolo in cui criticava azioni inutili e addirittura controproducenti, come la chiusura dei parchi.

Vero comunque che la ricerca ha i suoi tempi e, in attesa di prove certe, si tende a procedere con il principio di precauzione, che in parole povere significa: “Nell’incertezza, meglio farlo che non farlo”. E le scene pubbliche, se servono per lanciare un messaggio di pubblica utilità, sono teatro di valore.

Il problema, come spesso accade, nasce dalle contraddizioni: disinfettare ogni cosa e vivere nel disinfettante può avere un senso nell’incertezza, ma non deve convivere con azioni chiaramente sbagliate, come non utilizzare misure scientificamente provate: il SARS-CoV-2 si trasmette sicuramente per via aerea, quindi le misure che contrastano questa via di contagio sono efficaci ed è giusto usarle.

covid-19 disinfettanti superfici

©kornthaifood/Shutterstock

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“Dopo un anno di pandemia, le prove sono ora chiare. Il coronavirus SARS-CoV-2 viene trasmesso prevalentemente attraverso l’aria – scrive Nature in un editoriale – da persone che parlano ed emettono grosse goccioline e piccole particelle chiamate aerosol”.

Quindi proteggere le vie aeree con mascherine certificate è di certo una misura efficace.

Nella speranza che tutto questo finisca presto, è necessario continuare ancora ad essere prudenti. Cum grano salis.

Fonti di riferimento: Nature / European center for disease prevention and control / The Atlantic.com / Brendan May/Twitter / ABC News/Youtube

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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