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Alzheimer e Covid-19 condividono un gene antivirale che influirebbe sui rischi di entrambe le malattie

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Un team di ricerca ha identificato un gene antivirale che influisce sul rischio sia di Alzheimer sia di Covid-19 

Un nuovo studio ha identificato una variante genetica del gene OAS1 che aumenterebbe il rischio di malattia di Alzheimer, di circa il 3-6% nella popolazione, e la probabilità di esiti gravi in caso di Covid-19.

I risultati, pubblicati su Brain, potrebbero aprire la porta a nuovi bersagli per lo sviluppo di farmaci oppure per monitorare la progressione di entrambe le malattie, e suggeriscono che i trattamenti sviluppati potrebbero essere utilizzati per entrambe le condizioni. I risultati hanno anche potenziali benefici per altre condizioni infettive e demenze correlate.

Lo studio

Secondo il team di ricerca l’Alzheimer è principalmente caratterizzato da un dannoso accumulo di proteine ​​amiloidi e grovigli nel cervello, con una conseguente estesa infiammazione che evidenzia l’importanza del sistema immunitario. Si è scoperto che alcuni degli stessi cambiamenti del sistema immunitario possono verificarsi sia nell’Alzheimer sia nel Covid-19.

Infatti, nei pazienti con grave infezione da Covid-19 possono esserci anche alterazioni infiammatorie nel cervello. Per lo studio il team di ricerca ha cercato di basarsi sul lavoro precedente, ed è giunto a suggerire l’esistenza di un legame tra il gene OAS1 e il morbo di Alzheimer.

Il gene OAS1 è espresso nella microglia, un tipo di cellula immunitaria che costituisce circa il 10% di tutte le cellule presenti nel cervello. Indagando ulteriormente sul legame del gene con l’Alzheimer, hanno sequenziato i dati genetici di 2.547 persone, la metà delle quali aveva la malattia. Hanno scoperto che le persone con una particolare variazione, chiamata rs1131454, del gene OAS1 avevano maggiori probabilità di avere la malattia di Alzheimer. 

Le loro scoperte aggiungono OAS1, un gene antivirale, a un elenco di dozzine di geni ora noti per influenzare il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer. I ricercatori hanno studiato anche quattro varianti di questo gene, e hanno scoperto che quelle che aumentano il rischio di malattia di Alzheimer sono le stesse che potrebbero aumentare fino al 20% il rischio di aver bisogno di cure intensive in caso di Covid-19.

L’attività dell’OAS1 cambia con l’età, quindi ulteriori ricerche sulla rete genetica potrebbero aiutare a capire perché le persone anziane sono più vulnerabili all’Alzheimer, al Covid-19 e ad altre malattie correlate.

Dopo lo scoppio della pandemia, i ricercatori del Dementia Research Institute del Regno Unito hanno concentrato la loro attenzione sullo studio delle conseguenze neurologiche a lungo termine del virus. Utilizzando biomarcatori trovati nel sangue e nel fluido che circonda il sistema nervoso centrale, mirano a monitorare la neuroinfiammazione e le lesioni ai neuroni.

L’obiettivo della nuova ricerca è sostenere lo sviluppo di un esame del sangue per identificare chi è a rischio di sviluppare l’Alzheimer, prima ancora che mostri problemi di memoria e altri sintomi legati alla malattia.

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Fonte: Oxford Academy

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.
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