Allevamenti di visoni: da Crisanti a Decaro, decine di scienziati chiedono stop immediato all’UE

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Chiudere gli allevamenti di visoni in tutta Europa per il 2021 perché i rischi per la salute sono elevati. A lanciare l’appello è la comunità scientifica che ha condotto una serie di studi sui pericoli legati al Covid-19 e al cosiddetto Spillover, la catena di contagio uomo-visone-uomo purtroppo ormai accertata.

La Fur Free Alliance e l’Eurogroup for Animals hanno rilasciato una dichiarazione scientifica sui rischi per la salute pubblica associati al SARS-CoV-2 e all’allevamento intensivo di visoni, firmata da numerosi scienziati nei campi della virologia, delle malattie infettive, della microbiologia clinica, della veterinaria medicina e della salute ambientale. L’appello, firmato anche da alcuni scienziati italiani tra cui Andrea Crisanti, Fabrizio Pregliasco e Nicola Decaro, e rilanciato dalla LAV, chiede alla Commissione Europea la chiusura degli allevamenti per tutto il 2021 e arriva sulla scia di numerosi focolai accertati negli allevamenti di diversi paesi europei, Italia inclusa.

“Ciò costituisce una ragione sufficiente affinché l’UE possa sospendere con urgenza l’allevamento di visoni in tutta Europa”.

Mentre molti Stati membri dell’UE hanno chiuso i loro allevamenti di visoni negli ultimi anni e altri hanno già sospeso l’allevamento di visoni per proteggere la salute pubblica nel 2020, durante la pandemia, quelli ancora aperti rappresentano un rischio perché sono potenziali serbatoi non solo del SARS-CoV-2 ma anche dei ceppi mutati. Tali ceppi, se dall’uomo passeranno al visone, poi potranno tornare di nuovo a noi anche mutati, generando un pericoloso circolo vizioso che potrebbe avere serie ripercussioni sulla pandemia.

Un pericolo reale chiamato spillover

Secondo gli scienziati autori del documento, lo spillover tra animali e esseri umani può ostacolare gli sforzi per eliminare, o addirittura controllare, la malattia.

“Gli allevamenti di visoni dell’UE non devono diventare un serbatoio per future ricadute di SARS-CoV-2 dagli animali all’uomo. Date le conseguenze dei rischi identificati nella dichiarazione scientifica e l’impatto sostanziale che la pandemia ha avuto finora sulle vite umane, i posti di lavoro e l’economia europea, la Fur Free Alliance e l’Eurogroup for Animals sollecitano la Commissione europea ad adottare un approccio precauzionale vista la gravità della crisi e a sospendere l’allevamento e l’allevamento di visoni in tutta l’UE. Questa sarebbe una risposta proporzionata al rischio” è l’appello rivolto dal mondo scientifico.

Anche i nostri Andrea Crisanti, Fabrizio Pregliasco, Nicola Decaro si sono uniti in un appello chiedendo alla Commissione Europea, nell’interesse della Salute Pubblica, non solo di sospendere gli allevamenti dei visoni venga ma anche di vietare la riproduzione degli animali. Molti altri studi hanno già pubblicamente espresso le proprie preoccupazioni sul ruolo dei visoni, e degli allevamenti intensivi dei visoni, nella possibile ulteriore diffusione del virus. La dichiarazione arriva sulla scia di numerosi focolai (oltre 400) di SARS-CoV-2 negli allevamenti di visoni in diversi paesi europei.

E in Italia?

Anche il nostro paese aveva disposto la sospensione degli allevamenti attraverso un’Ordinanza del Ministero della Salute ma il prossimo 28 febbraio arriverà a scadenza quindi le autorità dovranno prendere una decisione. Se non ci saranno proroghe, già dal 1° marzo gli allevamenti di visoni potranno riaprire, e oltre all’orrore dello sfruttamento degli animali destinati a diventare pellicce, potremo fare i conti con potenziali serbatoi del virus SARS-CoV-2.

Contro tale possibilità si stanno mobilitando anche associazioni e cittadini che nei giorni scorsi hanno dato vita a un tweet-storm ma anche a manifestazioni davanti alla sede del Ministero.

Per leggere il dossier completo clicca qui

Qui tutti i firmatari dell’appello rivolto alla Commissione Europea

Firma QUI la petizione per chiudere definitivamente gli allevamenti di visoni.

Fonti di riferimento: LAV, FurFreeAlliance,

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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