Piumini d’oca: il punto non e’ Moncler! La replica dell’azienda e le alternative cruelty free

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Le piume non crescono sugli alberi. È la ‘scioccante’ verità che ieri sera hanno scoperto tantissimi Italiani, indignati dal servizio mandato in onda da Report sul terribile trattamento riservato alle oche spiumate per i nostri piumini, piumoni e cuscini. Sui social è boom di discussioni e condivisioni sull’argomento. La pagina Facebook di Moncler è presa d’assalto e in borsa il titolo precipita.

Solo nel tardo pomeriggio di oggi l’azienda pubblica un comunicato stampa, in cui specifica che tutte le piume utilizzate provengono “da fornitori altamente qualificati che aderiscono ai principi dell’ente europeo EDFA (European Down and Feather Association), e che sono obbligati contrattualmente a garantire il rispetto dei principi a tutela degli animali, come riportato dal Codice Etico Moncler (sezione Governance al punto 6.4). Tali fornitori sono ad oggi situati in Italia, Francia e Nord America. Non sussiste quindi alcun legame con le immagini forti mandate in onda riferite a allevatori, fornitori o aziende che operano in maniera impropria o illegale, e che sono state associate in maniera del tutto strumentale a Moncler”.

Per quanto riguarda la produzione, Moncler si difende asserendo di non averla mai spostata all’estero, “visto che da sempre produce anche in Est Europa. In Italia ha mantenuto collaborazioni efficienti con i migliori laboratori”. Infine, in relazione ai ricarichi, specifica che “il costo del prodotto viene moltiplicato, come d’uso nel settore lusso, di un coefficiente pari a circa il 2,5 dall’azienda al negoziante, a copertura dei costi indiretti di gestione e distribuzione. Nei vari Paesi la distribuzione applica poi, in base al proprio mercato di riferimento, il ricarico in uso in quel mercato”.

Le cifre menzionate nel servizio, che prendono in considerazione solo una piccola parte del costo complessivo del prodotto, sarebbero quindi del tutto inattendibili e fuorvianti. L’azienda ha dato mandato ai propri legali di tutelarsi in tutte le sedi opportune.

Ma è davvero questo il punto? Può essere tutto ridotto a un ‘j’accuse’ contro questa azienda (per quanto colpevole di sfruttare gli animali)? Assolutamente no. E mi spiego. Quella documentata nel servizio di Report, infatti, non è purtroppo un’eccezione, ma l’usuale (e illegale) prassi di questa industria. Una verità che gli animalisti da anni denunciano, nell’indifferenza generale del popolo italiano e di chi se ne dovrebbe occupare a livello normativo. E sotto lo schiaffo della costante insinuazione di avere una posizione ‘troppo estremista’.

Invece, ora che “l’ha detto la tv”, tutti pronti a scandalizzarsi. Tutti contro Moncler. Sì, ma per quanto? E cosa cambierà? Per carità, ben vengano servizi di questo tipo sulle tv generaliste, che hanno dalla loro parte un grandissimo potere di diffusione. Ma che il messaggio sia chiaro. Ripeto: non è una eccezionale irregolarità, non si tratta di una pratica riferibile a una singola azienda, né a un singolo allevamento. Questa è l’illegale regola, perdonate il gioco di parole. Questo è l’orrore che si nasconde in ogni prodotto che contiene piume d’oca.

Eppure le alternative esistono. Per capirlo basta dare un’occhiata alle pagine di Save The Duck e ai suoi piumini con imbottitura ecologica, realizzati in nylon ultrasottile con imbottitura che rispetta gli animali. Premiamo chi non fa male agli animali e all’ambiente, senza che sia Report a dovercelo dire. Cerchiamo di non dimenticare tutta questa indignazione nel momento delle nostre scelte d’acquisto. Oggi, domani e sempre.

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