Vino allungato con zucchero e sostanze chimiche. Sventata maxi truffa

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Producevano vino di pessima qualità (anzi per meglio dire un prodotto vinoso) a basso costo con l’aggiunta di zucchero e sostanze chimiche, spacciandolo poi per un vino Doc, Igt o biologico. Nella provincia di Lecce, ma in realtà anche in altre parti d’Italia, i Nas hanno sgominato 3 associazioni a delinquere che avevano fatto del vino adulterato un vero e proprio business.

L’indagine denominata “Ghost Wine” dopo una serie di indagini, perquisizioni di aziende del settore vinicolo in Puglia, Campania, Lazio e Abruzzo ma anche intercettazioni telefoniche e riprese video, si è conclusa con l’arresto di 6 persone mentre altre 5 sono ai domiciliari e ulteriori 30 hanno ricevuto un avviso di garanzia in quanto indagate.

Le accuse sono molte e variegate: falsità ideologica, frode nell’esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine spacciate per genuine, contraffazione di indicazioni geografiche o denominazione di origine dei prodotti agroalimentari, riciclaggio e altro ancora.

Tutto è partito in seguito ad un controllo sospetto all’interno di un’azienda dove erano state trovate enormi sacche di zucchero. A che serviva dato che si produceva vino?

In sostanza la rete criminale utilizzava la pratica della fermentazione alcolica di sostanze zuccherine, ottenute dalla canna da zucchero e dalla barbabietola, riuscendo così ad aumentare il volume del mosto. E a farlo erano veri e propri professionisti dato che il processo enologico illegale si serviva di complesse formule per utilizzare correttamente le miscele zuccherine e altre sostanze.

Il tutto era così ben fatto che le strumentazioni di controllo avevano difficoltà a riscontrare le irregolarità.

Praticamente quello che si è scoperto in seguito alle serrate indagini dei Nas di Lecce era l’esistenza di un sistema commerciale ben organizzato e ramificato il cui scopo era ottenere come prodotto finale un vino a basso costo, che veniva poi però venduto come prodotto di alta qualità a prezzi concorrenziali e in alcuni casi addirittura come Doc, Igt o biologico.

Le aziende vinicole incriminate

Sono circolati anche i nomi delle 4 aziende vinicole coinvolte nello scandalo del vino allungato. I principali indagati sono due enologi e imprenditori agricoli della Megale Hellas Srl, azienda con sede a San Pietro Vernotico (Salento) che è attualmente sotto sequestro.

Altre aziende per le quali sono scattati i sequestri preventivi sono poi: Agrisalento Srl di Copertino; Enosystem Srl di Copertino e Ccib Food Industry Srl di Roma.

Leggi anche:

Francesca Biagioli

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Fairtrade

Le settimane Fairtrade del commercio equo e solidale: compra etico e scopri online l’impatto dei tuoi acquisti

Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Cristalfarma
Seguici su Instagram
seguici su Facebook