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Vegan burger a confronto: soia OGM o oli minerali in più della metà dei prodotti (compreso il Beyond Meat)

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Negli ultimi anni stanno diventando sempre più popolari gli hamburger vegani, alternative vegetali a quelli preparati con la carne. Ma sono prodotti validi o al loro interno “nascondono” sostanze poco sane e contaminanti? Ha provato a rispondere a questa domanda l’ultima analisi di Öko-Test.

Nel test sono stati confrontati 13 hamburger vegani confezionati, inclusi semplici burger vegetali a base di legumi, tofu o proteine ​​del grano ma anche vere e proprie imitazioni della carne come il noto Beyond Meat Burger.

Si tratta di prodotti venduti principalmente in Germania, non sono quindi tra i più conosciuti nel nostro paese. L’analisi di Öko-Test ci fornisce comunque indicazioni utili sugli ingredienti con cui sono realizzati questi prodotti che sono spesso abbastanza simili tra di loro. Ci auguriamo comunque che prima o poi un’indagine simile venga condotta anche analizzando gli hamburger vegetali presenti nei supermercati e discount italiani.

I laboratori della rivista tedesca hanno analizzato ogni prodotto per valutare la presenza di germi, sale, componenti di oli minerali e glifosato. I prodotti contenenti soia nel test sono stati anche esaminati da esperti per scovare la presenza del legume OGM.

Vi è stato infine l’assaggio da parte di professionisti che hanno giudicato i burger in quanto ad aspetto, odore, gusto e sensazione in bocca.

I risultati

Solo quattro hamburger vegetali hanno ottenuto il punteggio di “molto buono” e uno  “buono”. Molti, purtroppo, sono risultati invece contaminati da oli minerali anche se solo 3 sono finiti in fondo alla classifica e vengono sconsigliati dalla rivista tedesca che li segnala in rosso scuro e rosso chiaro nelle tabelle che trovate sotto.

Questi i 4 prodotti migliori del test:

  • Alnatura Rote Linsen Burger vegan
  • Lotao Green Jackfruit Burger, ungekühlt
  • Naturgut Bio- Gemüse-Burger
  • Soto Burger Cashew-Black Bean
test vegan burger

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In sei casi sono stati trovati MOSH o composti simili, sostanze che si accumulano nel fegato o nel tessuto adiposo. Alcuni prodotti, fortunatamente, non erano affatto contaminati o lo erano solo leggermente, il che dimostra che una produzione “pulita” è possibile.

Tra i peggiori in quanto a residui di oli minerali vi è il Gut Bio Hearty Veggie Burger di Aldi Nord.

Ricordiamo che, nonostante i pareri dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, e dell’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR) che sostengono i potenziali rischi di MOAH e MOSH, a livello europeo non ci sono attualmente limiti stabiliti per la presenza degli idrocarburi negli alimenti. Il problema delle tracce di queste sostanze in cibi e bevande desta preoccupazione in particolare per i bambini.

Altro problema riscontrato è stata la presenza di piccole quantità di soia geneticamente modificata in quattro hamburger vegani.

Gran parte dei semi di soia che vengono utilizzati negli hamburger vegani proviene dagli Stati Uniti. Secondo la piattaforma di ingegneria genetica transgen.de, nei campi statunitensi  il 94% delle piante di soia sono geneticamente modificate e dunque una separazione del 100% tra soia OGM e soia non OGM è difficilmente possibile.

Gli hamburger vegani simili alla carne nel test avevano tutti bisogno dello stabilizzante metilcellulosa che gli garantisce la giusta consistenza. La sostanza chimica prodotta dalla cellulosa si gonfia in acqua e forma un gel quando viene riscaldata, il che rende l’hamburger sodo e succoso. L’additivo è considerato innocuo, ma può avere un effetto lassativo. Il suo uso non è consentito nei cibi biologici.

Nessun produttore usa coloranti sintetici per conferire il caratteristico colore della carne. Per lo più si utilizzano concentrati vegetali a base di barbabietola o carote che fanno sembrare l’hamburger vegano simile alla carne macinata cruda.

Per creare un “vero” gusto di carne, nessun produttore può fare a meno degli aromi.  La rivista ha però scelto di non penalizzare per questo, dato che se si vuole imitare il sapore della carne è impossibile non utilizzarli. Il Beyond Meat Burger, che strappa una sufficienza nel test anche se contiene residui di oli minerali, è quello che è risultato effettivamente assomigliare di più al gusto della carne.

Considerando tutti i parametri, i 3 hamburger vegetali peggiori sono risultati:

  • Mein Veggie Tag The Wonder Burger
  • Sofine SoFish Burger
  • Gut Bio Herzhafte Veggie-Burger

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I valori nutrizionali dei vegan burger

Per quanto riguarda i valori nutrizionali, i prodotti differiscono notevolmente tra loro, ad esempio il contenuto proteico è molto variabile e può essere compreso tra il 5,2 e il 26,9%.

Lo stesso vale per il contenuto di grassi: il Lotao Green Jackfruit Burger è di gran lunga quello con il più basso contenuto di grassi del test con l’1,9%; il Beyond Meat Burger è invece quello che ne ha di più:  19%, ed è quindi grasso quasi quanto uno classico di manzo che arriva a circa il 20%.

I prodotti meno elaborati hanno complessivamente i migliori valori nutrizionali. Lenticchie, lupini, fagioli e verdure forniscono anche alcune vitamine e minerali e soprattutto fibre.

Ricordiamoci dunque di leggere sempre le etichette per valutare ingredienti e valori nutrizionali, anche degli hamburger vegani.

Fonte: Öko-Test 

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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