Olio extravergine di oliva, rilevati idrocarburi e plastificanti. Le MARCHE migliori e peggiori 

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Si tratta di un’analisi tedesca, ma ci sono molti marchi venduti anche in Italia

Nuovo test relativo agli oli extravergine d’oliva. Le marche più vendute nei supermercati, discount ma anche nei negozi biologici sono davvero di qualità e possono definirsi “extravergine”? 

Per verificare tutto questo, ma anche con l’obiettivo di scovare la presenza di sostanze inquinanti all’interno delle bottiglie, sono stati analizzati 20 differenti oli.

La rivista tedesca Oko Test si è concentrata questa volta sulla valutazione di alcuni oli extravergine di oliva di note marche venduti comunemente al supermercato (alcuni dei quali italiani o presenti anche in Italia). I risultati, come sempre, riservano amare sorprese.

Se acquistiamo un olio extravergine di oliva ci aspetteremmo di trovare all’interno delle bottiglie un olio di questa categoria e senza la presenza di sostanze inquinanti. Poi ovviamente può essere di maggiore o minore qualità, ma il minimo che gli si può chiedere è che si tratti di vero extravergine.

Purtroppo, invece, come già hanno segnalato altri test, la qualità e le indicazioni di origine degli oli d’oliva sono in alcuni casi fraudolente. C’è chi addirittura considera l’olio uno degli alimenti più falsificati in Europa.

Sfortunatamente conferma tutto questo anche il test tedesco che ha analizzato i seguenti oli (di cui 12 biologici):

  • Rapunzel – Olio extra vergine di oliva di Kreta (biologico)
  • La Española – Natives Olivenöl extra (biologico)
  • Bio Planète Olivenöl, nativ extra (biologico)
  • La Selva – Olio Extravergine d‘Oliva Italiano (biologico)
  • Neuco – Natives Olivenöl (biologico)
  • Dennree – Olivenöl Nativ extra (biologico)
  • Gaea – Natives Olivenöl Extra Special Selection Griechenland (biologico)
  • Monini Bios – Olio Extra Vergine di Oliva (biologico)
  • Alnatura – Natives Olivenöl Extra (biologico)
  • Byodo – Natives Olivenöl Extra mild  (biologico)
  • Mani Bläuel – Natives Olivenöl Extra (biologico)
  • Naturata – Olivenöl Nativ extra (biologico)
  • Primoli – I.G.P. Toscano Olio Extra Vergine di Oliva
  • Edeka – Griechisches Natives Olivenöl Extra g.g.A. Chania
  • Bertolli – Extra Originale
  • Cantinelle – Natives Olivenöl Extra
  • Casa Morando – Olivenöl Nativ Extra
  • Rewe Beste Wahl – Natives Olivenöl Extra g.U. Sitia-Lasithiou
  • De Cecco – Extra Classico
  • Primadonna – Natives Olivenöl Extra

I risultati del test

Gli esperti commissionati da Oko Test hanno valutato gli oli considerando eventuali difetti del gusto e l’impressione sensoriale generale ma, cosa ancora più importante, i tecnici di laboratorio sono andati alla ricerca all’interno delle bottiglie di sostanze nocive come pesticidi, plastificanti e residui di oli minerali.

Alla fine, solo due oli sono stati raccomandati come “buoni”. Si tratta di un olio convenzionale, l’italiano Primoli I.G.P. Toscano, e di un prodotto di origine biologica: l’olio extravergine a marchio Rapunzel.

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Forte presenza di idrocarburi

Il problema principale riscontrato nella maggior parte degli oli analizzati è la forte contaminazione da residui di olio minerale. Si tratta di idrocarburi, sotto questo nome si nasconde un gruppo molto ampio di sostanze diverse che possono includere composti potenzialmente cancerogeni. Di particolare interesse sono gli idrocarburi aromatici a base di olio minerale MOAH che sono stati individuati in metà degli oli analizzati.

Più della metà degli oli contiene anche gli idrocarburi saturi MOSH / POSH. I primi si depositano nel fegato, nei linfonodi, nella milza e nel tessuto adiposo e i POSH possono comportarsi in modo simile ma la cosa è ancora in fase di studio.

Come fanno ad arrivare queste sostanze nelle bottiglie dei nostri oli? Okotest ha provato a dare una risposta anche a questo. Alcuni produttori sostengono che i componenti dell’olio minerale analizzati potrebbero essere anche di origine naturale ma in realtà i laboratori hanno valutato che si tratta proprio di idrocarburi derivati da petrolio. Tracce di MOAH possono arrivare in bottiglia dagli oli lubrificanti per le mietitrebbia, dai nastri trasportatori per oleifici, dalle motoseghe per il taglio degli ulivi ma anche da pesticidi a base di olio di paraffina, particolato e gas di scarico.

E’ stata riscontrata poi negli oli analizzati la presenza di diisobutilftalato, un plastificante che l’Unione europea classifica come una tossina riproduttiva e che dunque non dovrebbe certo trovarsi in nessun alimento.

Inoltre, quattro oli, a differenza di quanto dichiarato in etichetta, non erano propriamente extra vergine e risultavano essere rancidi nel test del gusto. Si tratta degli oli di Alnatura, Byodo e Naturata ma anche di quello De Cecco. Se un olio ha un sapore rancido vuol dire che è fortemente ossidato e ciò può essere dovuto o al frantoio che utilizzato olive raccolte troppo mature oppure che ha conservato male il prodotto finito.

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Solo un olio è stato valutato dal sapore molto buono: l’olio di Primoli.

Quanto meno tutti gli oli testati erano realmente di oliva e non risultavano allungati con altri oli vegetali. In merito al discorso sulla provenienza, la maggior parte delle bottiglie contiene un mix di oli provenienti da paesi dell’UE e / o paesi terzi.

 

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Francesca Biagioli

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