Teglie in teflon e stampi in silicone: sono sicuri? I marchi promossi e bocciati

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Gli stampi in silicone e le teglie in teflon per dolci sono davvero sicuri? La rivista francese 60Millions ne ha analizzati alcuni scoprendo che in molti casi vengono rilasciate sostanze indesiderate.

Diffusi e utilizzati sia dagli appassionati di pasticceria sia da chi si diletta a cucinare un dolce per la famiglia, gli stampi in silicone e le teglie in politetrafluoroetilene (PTFE) o teflon sotto l’effetto del calore e dell’usura liberano sostanze che possono letteralmente inquinare il cibo.

Anche se per alcuni componenti sono stati definiti limiti regolamentari, essi però non riescono a stare al passo con l’evoluzione delle tecnologie. Tutti i “materiali e articoli destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari” sono disciplinati da un regolamento europeo unico del 2004. Eppure i test condotti dalla rivista francese non sono rassicuranti.

Tra i prodotti esaminati, anche se alcuni appartengono a marchi francesi, altri sono diffusi anche in Italia tra cui gli stampi in silicone Ikea, Carrefour, Gifi e Tefal. Lo stesso vale per le teglie. Tra quelle analizzate troviamo: Ikea, Mastrad, Tefal e Gifi.

I test svolti

Sono stati effettuati test sulla migrazione dei materiali indesiderati su 9 teglie di silicone e altri su 9 teglie in telfon. Gli stampi in silicone, tenendo conto della normativa in vigore, sono state sottoposti a una serie di analisi: contenuto libero di composti organici volatili ≤ 0,5% per quattro ore a 200 ° C, contenuto di perossido, migrazione globale (in acido acetico, etanolo e un’alternativa di olio d’oliva – etanolo e isoottano), migrazione di organostannici e metalli indesiderati.

Per gli stampi in teflon, i test hanno misurato acidi organici perfluorurati, migrazione totale in acido acetico al 3%, migrazione totale in olio d’oliva, rilascio di metalli per i nuovi stampi e per quelli usurati e graffiati.

I bocciati

Come mostra la tabella di seguito, tra i 9 stampi in silicone, 2 non hanno superato i test: il costoso De Buyer e uno stampo Zodio entrambi bocciati per via della migrazione di sostanze se a contatto con i grassi.

Altrettante teglie, 2 su 9, non hanno superato i test: la Tefal e la Bake me a causa della migrazione di sostanze indesiderate a contatto con un alimento acido.

tabella teglie

Per la tabella ingrandita clicca qui

Gli stampi in silicone

Per quanto riguarda gli stampi in silicone, i test hanno mostrato che alcune sostanze indesiderate possono migrare in quantità a volte significative. E non si tratta necessariamente degli stampi più economici. Il De Buyer – il più costoso del test – è risultato al di fuori dei limiti regolamentari. Uno stampo, pur essendo conforme alle leggi, può anche rilasciare composti organici volatili ossia impurità legate alla produzione del silicone stesso: alcune di queste sostanze sono potenzialmente tossiche.

Una delle buone notizie emerse dal test è che nessuno dei 21 metalli (alluminio, arsenico, cadmio, cobalto, piombo, mercurio, ecc.) che avrebbero potuto contaminare questi prodotti sono stati trovati, né perossidi o stagno, composti talvolta usati durante la fabbricazione del silicone.

Teglie in teflon nuove…

Per quanto riguarda le teglie rivestite di teflon, i test hanno mostrato che in 7 prodotti su 9 non vi era stata alcuna migrazione significativa, indipendentemente dal numero di usi e dal prezzo.

“Moules Bake me e Tefal sono state la grande delusione: l’una e l’altra non hanno supportato i test effettuati nell’acido acetico (in altre parole l’aceto). Per essere chiari, li abbiamo sottoposti a condizioni di acidità normale: prima con una passata di pomodoro acidificata e poi, per essere ancora più vicini alla realtà, con una miscela di pomodoro, riso e sale. Il risultato dei test: in entrambe le situazioni, gli stampi Bake me e Tefal sono usciti degradati. Considerate queste scarse prestazioni e le potenziali conseguenze per la salute dei consumatori, li abbiamo declassati” si legge nell’analisi condotta dalla rivista.

… e usate

È stato valutato anche il rischio di contaminazione da metalli prima con stampi nuovi e poi con stampi usurati e graffiati in laboratorio per imitare un uso regolare di uno o due anni. I risultati, com’è facilmente intuibile sono stati peggiori con gli stampi usati. Su tutte le teglie, le analisi hanno rivelato 5 diversi metalli. Il primato negativo è andato a Bake me, con dieci volte più alluminio e il doppio di ferro e piombo rispetto ai valori normativi francesi. Nelle teglie Mastrad e Ardence, sono state trovate quantità eccessive di ferro e vanadio ma non è stata rilevata alcuna sostanza perfluorurata.

Risultati che non lasciano di certo tranquilli e che ci spingono a utilizzare altri materiali per i nostri dolci.

LEGGI anche:

Francesca Mancuso

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook