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Tè freddo: questa è la scelta migliore secondo il nutrizionista

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D’estate con il gran caldo per rinfrescarci un po’, oltre a bere tanta acqua, spesso consumiamo anche tè freddo. Il problema è che molti prodotti in commercio sono ricchi di zuccheri aggiunti e, al contrario, di foglie di tè spesso c’è poco o niente. Ma è possibile scegliere un tè di maggiore qualità anche se confezionato? L’abbiamo chiesto ad una nutrizionista. 

Non c’è dubbio che sorseggiare un tè freddo, in alcuni momenti, sia un buon sistema per fronteggiare il troppo caldo e il malessere che ne deriva. Se però non abbiamo l’opportunità di prepararlo in casa a partire da tè in bustina o foglie, e dosando il quantitativo di zucchero (o non utilizzandolo proprio), il rischio di trovarci di fronte ad una bevanda non proprio salutare è molto alto.

Per avere qualche consiglio su come scegliere un tè freddo confezionato abbiamo chiesto aiuto a Ornella Di Geronimo, Specialista in Scienza dell’Alimentazione. Ecco cosa ci ha detto:

Con l’arrivo del caldo aumenta il consumo di tè in bottiglia: fresco, gustoso, dissetante. Ma questa bevanda conterrà davvero tutti i benefici del tè in foglie? E come sceglierlo? In questo caso un grande aiuto è dato dalle etichette nutrizionali. Per prima cosa vorrei ricordare che per tutti i prodotti commerciali vale una regola fondamentale: meno ingredienti ci sono meglio è! Ovviamente questo vale anche per i tè in bottiglia nei quali purtroppo c’è poco o niente delle foglie del tè, visto che si tratta soprattutto di bevande al ‘gusto’ di tè.

Che cosa contiene il tè freddo?

Analizziamo meglio gli ingredienti che possiamo trovare in etichetta: acqua, tè, zucchero o dolcificanti, acido citrico, acido ascorbico, aromi e spesso anche coloranti. L’ingrediente principale dovrebbe essere il tè spesso ottenuto da un infuso o da un estratto. Meglio il primo più simile al tè in foglie come metodo di preparazione. In ogni caso la sua percentuale in queste bevande è molto bassa. Il secondo componente è l’acqua, spesso non sono riportate le caratteristiche delle acque usate per ottenere questi tè. Possiamo poi ritrovare una serie di ingredienti che servono a modificare le caratteristiche del te: aromi che ne modificano il gusto, meglio se naturali; acido citrico che oltre ad essere un conservante serve a regolarne l’acidità e a conferire quel sapore simile al limone; acido ascorbico che agisce come antiossidante bloccandone la degradazione ed esalta il gusto del tè; coloranti, come E150d, che serve a scurire la bevanda e non dare l’impressione che sia troppo leggera, ma che è potenzialmente cancerogeno. Inoltre avete mai fatto caso che il tè in bottiglia è molto gustoso? Non ha il sapore amarognolo del tè fatto in casa. Questo perché viene privato dei polifenoli, responsabili del sapore amaro e astringente. Ma se il tè lo beviamo per i suoi benefici, dati proprio dai polifenoli, che senso ha scegliere una bevanda in cui le concentrazioni di queste sostanze vengono ridotte? Ancora un punto da tenere d’occhio: sono bevande ricche in zuccheri o comunque ricche di dolcificanti…da evitare o consumare in piccolissime quantità.

Cosa consigli dunque ai nostri lettori?

Per tutti i motivi sopraelencati perché non farlo a casa…in fondo è facile, veloce e anche molto salutare!

Potete seguire le nostre ricette:

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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