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Sapone solido: attenzione a profumi e fragranze allergizzanti, Palmolive tra i peggiori del test tedesco

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Il sapone solido, compresa la cara e vecchia saponetta per le mani, sta tornando di moda e questo è un vantaggio per l’ambiente. Rispetto ai prodotti liquidi, infatti, richiede molto meno imballaggio e raramente contiene sostanze problematiche (comunque entro i limiti di legge) ma con qualche eccezione, come evidenziato da un nuovo test che ha messo a confronto 40 saponette.

In una delle sue ultime analisi, la rivista Öko-Test ha acquistato diverse marche di saponi solidi per le mani o il corpo. 40 prodotti in totale, di cui 12 erano cosmetici naturali, tutti venduti sul mercato tedesco ma alcuni dei quali presenti anche in Italia.

I laboratori della rivista hanno verificato se i saponi contenevano ingredienti controversi o discutibili come composti organoalogenati, liberatori di formaldeide e fragranze problematiche. È stato studiato anche il contenuto di dietil ftalato (DEP), che può essere utilizzato come ingrediente per ottimizzare le fragranze ma che influenza negativamente il meccanismo protettivo della pelle.

Gli esperti hanno voluto verificare poi se i saponi contenevano PEG/derivati ​​PEG, BHT, polimeri sintetici/siliconi e paraffine ma anche la presenza di fosfonati e PVC nella confezione.

I risultati

16 prodotti ottengono “molto buono” ma ci sono anche alcuni saponi solidi che non hanno superato il test a causa della presenza nella loro composizione di fragranze problematiche (sempre entro i limiti di legge), prima fra tutte il Lilial, sostanza che potrebbe interferire con la fertilità.

Numerosi saponi solidi, infatti, sono profumati proprio con butilfenil metilpropionale, appunto il Lilial, una fragranza sintetica che sarà presto bandita dall’Ue dato che è stata classificata come sostanza CMR (Agente cancerogeno e/o mutageno e/o tossico per la riproduzione) di categoria 1B.

Considerando che il divieto di utilizzo di questa sostanza dovrebbe partire da marzo 2022, alcuni produttori di saponi si stanno già preparando al cambiamento e attualmente lavorano a nuove ricette senza Lilial.

Ma non solo Lilial, gli esperti tedeschi puntano il dito anche su altri profumi contenuti in alcune saponette. Fragranze come cinnamal e isoeugenol, classificate come allergeni particolarmente potenti.

Quattro saponi contengono persino fragranze muschiate prodotte artificialmente come Galaxolid (HHCB) o Cashmeran. L’HHCB si diffonde attraverso le acque reflue nell’ambiente e si accumula nei tessuti di esseri umani e animali. 

Persino un sapone di cosmesi naturale, il Dudu-Osun Black Soap Classic, conteneva profumo di giglio e muschio artificiale. Peccato che, ricorda Öko-Test le due sostanze prodotte sinteticamente non sono affatto consentite nei cosmetici naturali.

Il fornitore Spa Vivent ha dichiarato alla rivista tedesca che non sa spiegare come tali fragranze entrino nel sapone, perché il profumo del suo produttore tedesco non le contiene affatto. Il sapone Dudu-Osun è prodotto in Nigeria con metodi tradizionali e deve il suo colore, tra le altre cose, alle ceneri dei palmisti e dei baccelli di cacao. Il fornitore ora vuole che le sue materie prime vengano esaminate per capire l’origine del problema.

Un prodotto, infine, conteneva anche dietil ftalato (DEP), utilizzato come vettore per le fragranze, ovvero ingrediente in grado di ottimizzare il buon profumo del sapone. Il problema è che interferisce con il meccanismo protettivo della pelle.

Öko-Test ricorda poi che più della metà dei saponi è a base di “sodium palmate”, ovvero olio di palma saponificato. Come è noto, la produzione di olio di palma e palmisti è particolarmente dannosa per l’ambiente in quanto le foreste pluviali vengono spesso distrutte per dare spazio alle coltivazioni. Allo stesso tempo, queste materie prime sono difficili da eliminare nella produzione di sostanze detergenti, che si tratti di tensioattivi o saponi.

Un punteggio migliore nel test è stato dato quindi ai marchi che non utilizzano olio di palma o quanto meno utilizzano olio di palma da agricoltura biologica.

Le saponette migliori e peggiori

Tra le saponette migliori troviamo L’Occitane alla lavanda, la Lush Lotus Flower e il Khadi shanti soap.

saponi migliori 1 test

saponi migliori 2 test

saponi migliori 3 test

“Buono” ottengono la saponetta Cien Olive (Lidl) e il Dove Beauty Cream Bar.

saponi medi test

Le saponette peggiori, come già detto,sono 4. Si tratta di:

  • Dudu-Osun Black Soap Classic (inadeguato)
  • Sapone all’olio vegetale  Kappus Pink Rose (insufficiente)
  • Nesti Dante Emozioni in Toscana Sapone Naturale (insufficiente)
  • Palmolive Naturals Moisture Care Sapone Oliva e latte (insufficiente)

saponi peggiori 2 test

saponi peggiori 1 test

I saponi solidi sono igienici?

Spesso erroneamente si ritiene che i saponi solidi siano meno igienici di quelli liquidi. In realtà Öko-Test smentisce questo falso mito:

È vero che più batteri si accumulano su di loro ma gli studi hanno dimostrato che questi non vengono trasferiti all’utente successivo, ma piuttosto scompaiono con la schiuma nello scarico.

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Fonte: Öko-Test

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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