Sai cosa c’è dentro i rotoli di carta da cucina? In alcuni trovate tracce di sostanze dannose o inquinanti

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La rivista tedesca “Öko-Test” ha testato per la prima volta i rotoli da cucina per valutarne qualità, capacità di assorbenza, sostenibilità ma anche per scoprire l’eventuale presenza di sostanze chimiche nocive.

Per effettuare l’indagine, Öko-Test ha preso a campione, analizzato e confrontato 20 diversi rotoli da cucina, venduti principalmente sul mercato tedesco ma alcuni dei quali presenti anche in Italia.

I risultati

I risultati hanno mostrato come sempre una disparità tra i diversi prodotti e, in merito, alla presenza di sostanze potenzialmente nocive diciamo subito che pochissimi rotoli da cucina nel test sono risultati completamente puliti (questo ovviamente non vuol dire che siano automaticamente pericolosi).

Solo un prodotto ha ottenuto il massimo punteggio “molto buono”, 13 sono risultati “buoni”, 5 “soddisfacenti” e uno “scarso”.

Il prodotto peggiore è risultato essere il rotolo da cucina Budni, del drugstore Budnikowsky. In questo caso i laboratori di Öko-Test hanno trovato cloropropanolo 3-MCPD in livelli che superavano il valore guida dell’Istituto federale per la valutazione dei rischi (BfR).

I cloropropanoli sono composti tossici, secondo l’Ufficio statale bavarese per la sicurezza alimentare mentre l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) classifica il composto organico alogenato cloropropanolo 3-MCPD come “possibilmente cancerogeno per l’uomo“.

Il test ha individuato il cloropropanolo in altri 11 prodotti, ma in quantità significativamente inferiori.

Il 3-MCPD è un sottoprodotto delle resine sintetiche utilizzate dai produttori per stabilizzare i prodotti di carta in modo che non si dissolvano immediatamente nei loro componenti quando vengono a contatto con l’acqua. Un processo noto come indurimento a umido dove tutti i produttori utilizzano le stesse sostanze, le cosiddette resine epicloridrina, ma alcuni sembrano farlo con più attenzione di altri .

Esiste un rischio per la salute se il cibo entra in contatto con la carta da cucina che supera il valore della linea guida BfR? Probabilmente non con le quantità che sono state trovate dalle analisi del test. Il BfR calcola che se circa due fogli di carta da cucina si trovano in un litro di acqua fredda per 24 ore, possono dissolversi un massimo di 12 microgrammi di 3-MCPD.

Questi 12 microgrammi sarebbero un decimo della TDI (dose giornaliera tollerabile) per una persona che pesa 60 chilogrammi. Ma “ciò che è tecnicamente evitabile, i produttori dovrebbero evitare” sottolinea la rivista tedesca, anche perché non è chiaro quanto cloropropanolo venga effettivamente trasferito dalla carta da cucina al cibo durante un breve contatto.

Ma vediamo i marchi risultati migliori e peggiori. Al primo posto nella classifica troviamo il “Best Choice Eco Recycling Kitchen Toilet” di Rewe mentre, come già detto, il prodotto risultato ultimo è  rotolo da cucina Budni.

Regina e Lidl sono tra quelle non consigliate (segnalate in giallo) ma comunque strappano una sufficienza. I rotoli Floralys di Lidl sono risultati contaminati con tracce di cloropropanolo mentre il marchio Regina ne è esente. In questo sono presenti però altri composti organici alogenati.

Ad esempio, specifica la rivista, possono finire nella carta da cucina della candeggina al cloro o della carta riciclata utilizzata. Non è possibile determinare esattamente quali composti siano coinvolti con il metodo di esame utilizzato. Molti composti organoalogeni sono considerati allergenici e quasi tutti si accumulano nell’ambiente.

@Öko-Test

Gli altri marchi analizzati li trovate nelle seguenti infografiche:

@Öko-Test

@Öko-Test

@Öko-Test

@Öko-Test

Rotoli di carta riciclata

La rivista tedesca si sofferma anche sull’aspetto ambientale. Non serve ricordare che i tovaglioli e rotoli da cucina sono prodotti usa e getta e, se non possiamo fare a meno di utilizzarli, dovremmo almeno sceglierli in carta riciclata.

Meno di un rotolo di carta da cucina su dieci in Germania è prodotto con carta riciclata  (una situazione probabilmente simile a quella che si registra nel nostro paese), ed è un peccato, sottolinea la rivista.  Un peccato perché una volta che la cellulosa è diventata carta da cucina, non potrà più essere riciclata.  

La produzione di carta riciclata ha molti vantaggi ambientali: il più importante è ovviamente che vengono abbattuti meno alberi e considerate che, secondo il WWF, quasi un albero su due viene tagliato proprio per soddisfare le necessità dell’industria della carta.

C’è da dire poi che la produzione di carta riciclata utilizza solo la metà dell’energia rispetto alla trasformazione del legno fresco in pasta di legno. E meno di un terzo della quantità di acqua. Inoltre, la carta riciclata proviene principalmente da cicli locali, cioè per quanto riguarda la Germania la materia prima viene raccolta nel Paese o in quelli vicini.

Fonte: Öko-Test 

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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