Anche un pomodoro può cambiare il mondo: i pelati etici e anti-caporalato arrivano nei supermercati Coop

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Da pochi giorni, sugli scaffali di 360 supermercati e ipermercati Coop di alcune regioni italiane, sono in vendita i barattoli di pelati anti-caporalato “Riaccolto – La Terra della Libertà”, frutto del lavoro senza sfruttamento dei braccianti dell’associazione Ghetto Out.

Proprio ieri vi avevamo parlato del nuovo rapporto dell’associazione ambientalista Terra!, “E(U)xploitation. Il caporalato: una questione meridionale. Italia, Spagna, Grecia” che racconta la dimensione dello sfruttamento dei lavoratori agricoli, mettendo in evidenza i vuoti normativi, lo squilibrio nel potere di mercato e la debolezza dei controlli, chiedendo in conclusione che il problema del caporalato venga affrontato una volta per tutte a livello nazionale ed europeo.

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Nel frattempo c’è chi si da fare per combattere sul campo il caporalato con iniziative concrete che permettono a chi lavora la terra di riscattarsi dallo sfruttamento subito per troppo tempo. Parliamo dell’Associazione Ghetto – Out Casa Sankara che ha realizzato una linea di pelati: “Riaccolto – La Terra della Libertà”, frutto del lavoro dei braccianti che gestiscono l’associazione stessa, migranti che lavorano la terra in autonomia e vivono con le loro famiglie.

È stato possibile realizzare il progetto è stato possibile grazie alla Regione Puglia che ha dato in concessione venti ettari di terra, 10 dei quali destinati proprio alla produzione dei pomodori.

Grazie alla collaborazione con Coop Alleanza 3.0 e Legacoop Puglia i pelati anti-caporalato si potranno acquistare in oltre 360 supermercati e ipercoop di Coop Alleanza 3.0 presenti in diverse regione italiane: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia e Veneto.

All’interno dei supermercati, i pelati “Riaccolto” si troveranno in appositi spazi espositivi e la Coop Alleanza 3.0 riconoscerà ai produttori il 70% del costo finale (il prezzo di vendita è 1,39 euro per 400 grammi di pelati).

Non resta ora che acquistarli ma l’associazione chiede anche di condividere quanto acquistato sui social con l’hashtag #CasaSankara e taggando Coop Alleanza 3.0. Un modo per testimoniare le proprie scelte etiche.

“I pelati dell’Associazione Ghetto Out – Casa Sankara sono la dimostrazione che un’altra economia, un altro modo di intendere il lavoro e le scelte di acquisto da parte dei consumatori sono possibili” ha dichiarato il presidente di Coop Alleanza 3.0, Mario Cifiello.

Mbaye Ndiaye, referente di Casa Sankara ha invece fatto sapere:

“Il marchio dei pelati che oggi esce in tutta Italia è la realizzazione di un sogno. Abbiamo finalmente realizzato qualcosa che abbiamo sognato per otto anni. Siamo andati per gradi: abbiamo pensato prima a darci un tetto dignitoso sopra la testa, poi ad avere un lavoro con un pagamento giusto. Queste erano le cose che sognavamo con Stefano Fumarulo (dirigente regionale dell’antimafia e delle politiche sociali n.d.r). Già allora io immaginavo un marchio tutto nostro, di noi africani, che potevamo diventare protagonisti prendendo in mano il nostro avvenire. Questo, mi sono detto, è l’unico modo di lottare contro il caporalato. Stefano non c’è più, ma le sue idee sono vive. La sua idea è questo marchio. Il presidente di Legacoop Puglia Carmelo Rollo è uno dei testimoni della realizzazione di Riaccolto, che per me è il marchio della dignità”. 

@Coop Alleanza 3.0

Speriamo vivamente che questa iniziativa abbia un grande successo e continui ad andare avanti nel tempo, sosteniamola e facciamo in modo che non finisca come l’esperienza di Funky Tomato.

Fonte: Casa Sankara /Coop Alleanza 3.0

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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