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Olio di oliva, quasi la metà non è davvero extravergine. Monini e Bertolli i due migliori

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L’olio extravergine di oliva è uno dei prodotti tipici del nostro paese, un alimento sano e genuino che fa parte della dieta mediterranea. Un nuovo test, che ha analizzato e confrontato alcuni prodotti molto noti, ha però scoperto che in alcuni casi si tratta di olio “vergine” di oliva (e non extravergine). 

Il nuovo test della rivista Il Salvagente si è concentrato su 15 campioni di olio extravergine d’oliva che ha portato in laboratorio per valutarne alcune caratteristiche e capire se la qualità dell’olio fosse davvero quella indicata sulle confezioni. Si trattava in tutti i casi di miscele di provenienza Ue, ad eccezione dell’olio Colavita (di origine Ue e non Ue).

Oltre alle indagini di laboratorio, tutti gli oli sono stati anche sottoposti all’analisi sensoriale tramite panel test per valutare se fossero davvero oli extravergine d’oliva. Il panel test è stato eseguito dal comitato di assaggio del Laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli di Roma.

Vi ricordiamo che, per legge, l’olio extravergine deve rispettare determinati parametri chimici e superare appunto la prova del panel test (obbligatoria dal 1991), una prova di assaggio fatta da professionisti accreditati, con l’obiettivo di valutare che l’olio non presenti difetti organolettici. In tal caso, anche solo una nota negativa, porta l’olio ad essere classificato da “extravergine” a “vergine”.

Come specifica Il Salvagente, si tratta di:

“una prova codificata e ripetibile condotta da valutatori esperti e allenati che, da 30 anni, concede – o nega – il via libera alla vendita di un’extravergine. Purtroppo in tanti negano la validità del panel test e lo accusano di essere una valutazione soggettiva”.

Ogni campione, comunque, è stato analizzato sotto diversi aspetti: eventuale presenza di pesticidi, acidità, perossidi, esteri etilici e concentrazione di ftalati.

I risultati

I risultati del test hanno mostrato che 7 oli su 15 non erano davvero extravergine come dichiarato. In pratica, alla prova organolettica, hanno dimostrato di avere alcuni difetti che li facevano scendere di categoria, appartenevano quindi agli oli di oliva vergini e non extravergini. 

Questo, specifica Il Salvagente, non è un rischio per i consumatori ma la questione deve essere valutata da un altro punto di vista. Perché dobbiamo pagare un 30-40% in più per un prodotto extravergine d’oliva che in realtà non lo è?

Alcuni produttori su cui il test ha puntato l’attenzione, hanno assicurato che il loro olio era extravergine nel momento in cui è stato consegnato ai punti vendita e che potrebbe essere accaduto qualcosa durante lo stoccaggio dei prodotti.

Ma questa difesa è davvero credibile? Non lo sappiamo e non spetta a noi dirlo ma quel che è certo è che, alla fine, indipendentemente da quello che è accaduto all’olio, a rimetterci è il consumatore che paga per un prodotto di qualità differente rispetto a ciò che è riportato sulle confezioni.

Già precedentemente un test condotto dalla stessa rivista era arrivato a risultati molto simili e da lì era partita anche una vera e propria inchiesta giudiziaria (poi archiviata, solo alcune aziende per un successivo esposto sono state sanzionate). Era il 2015 ma da allora, evidentemente, la situazione non è sostanzialmente cambiata.

E tante volte anche noi in questi anni vi abbiamo parlato dei vari casi di falsi oli extravergine:

Per quanto riguarda invece i residui sui pesticidi, che pure sono stati trovati in alcuni oli, questi specifica la rivista, erano ampiamente al di sotto dei limiti di legge.

I migliori oli del test

Ma dall’indagine, fortunatamente, escono bene alcuni marchi tra cui vi sono Monini (Classico) e Bertolli (Fragrante) che, secondo i risultati del panel test, sono effettivamente oli extravergine di oliva.

Come dicevamo, invece, sono stati 7 i marchi penalizzati dalla prova d’assaggio. Per conoscere i risultati completi del test e gli oli che si sono rivelati solo “vergini” e non “extravergini” fate riferimento all’ultimo numero de Il Salvagente.

Fonte: Il Salvagente

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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