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Olio di oliva: qual è il migliore da scegliere al supermercato, secondo gli esperti

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Dal colore della bottiglie al prezzo, alcuni semplici accorgimenti per acquistare un buon olio extravergine di oliva al supermercato

L’olio extravergine d’oliva è un prodotto che tutti abbiamo sempre in casa e di cui non possiamo proprio fare a meno. Fiore all’occhiello della dieta mediterranea, il cosiddetto olio evo si trova disponibile sugli scaffali in diverse varietà, marche e formati. Ma non tutti sono uguali, ecco allora alcuni semplici consigli per sceglierlo al meglio.

Abbiamo parlato tante volte dei benefici dell’olio extravergine d’oliva, più volte provati dalla scienza. Importante conoscere le proprietà del nostro olio preferito ma altrettanto importante, se vogliamo godere dei suoi benefici, è anche scegliere un prodotto di qualità e ben conservato. La cosa migliore, sicuramente, è comprarne uno di qualità dal contadino di fiducia o meglio ancora, per chi ne avesse la possibilità e gli uliveti, di autoprodurlo, ma nel caso in cui siamo costretti ad acquistarlo nella grande distribuzione, a cosa fare attenzione? Il prezzo è di certo, il primo elemento che attira l’attenzione, ma nel caso dell’oro verde, conviene sempre valutare le offerte e non scendere mai sotto a un certo prezzo.

La scelta dell’olio può dunque non essere semplice. Considerate tra l’altro che alcuni oli venduti al supermercato, etichettati come “extravergine”, sono risultati da alcuni test invece solo “vergine”. (Leggi anche: Olio di oliva, quasi la metà non è davvero extravergine. Monini e Bertolli i due migliori)

Questa “declassazione” potrebbe essersi verificata a causa di fattori come l’esposizione alla luce e all’aria dell’olio ma anche per il semplice passare del tempo, tutte circostanze che favoriscono l’ossidazione dell’olio (diminuendone anche il contenuto in polifenoli) e la perdita di alcune delle caratteristiche che lo qualificano appunto come olio extravergine di oliva.

Studi recenti hanno confermato che fattori come l’ossigeno, la temperatura e l’esposizione alla luce possono portare alla degradazione dell’olio. Una ricerca pubblicata sul Journal of Food Quality ha rilevato che anche nelle varietà di olio con alti livelli di antiossidanti (come l’olio d’oliva), si può verificare ossidazione a causa di fattori esterni.

Dato che proprio i polifenoli presenti nell’olio extravergine d’oliva contribuiscono a conferirgli molti dei suoi benefici, l’obiettivo è acquistare un prodotto con un alto contenuto di queste sostanze.

Come fare? Ecco 3 semplici consigli.

Scegliere bottiglie scure e opache

Spesso, ed è una buona abitudine, ci soffermiamo a leggere le etichette ma nel caso dell’olio è molto importante anche scegliere un prodotto confezionato con una bottiglia idonea. Mai comprare un olio in un contenitore trasparente, più facilmente esposto ai raggi del sole e dunque all’ossidazione di cui parlavamo sopra. L’olio per conservarsi correttamente ha bisogno di una bottiglia scura e opaca.  

Sempre riguardo alla bottiglia, è bene non lasciarsi tentare dall’acquisto di una troppo grande nel tentativo di risparmiare, queste infatti rischiano di rimanere molto a lungo in casa prima di essere utilizzate e quindi l’olio potrebbe più facilmente deteriorarsi. Meglio allora scegliere, quando possibile, bottiglie più piccole oppure acquistare quelle grandi, ma trasferire un parte dell’olio in una bottiglia piccola e conservare il resto ben chiuso in un luogo buio per limitare al minimo l’esposizione a luce e calore, evitando quindi che perda le sue caratteristiche.

Verificare la presenza di sedimenti

Nel caso in fondo alla bottiglia dell’olio si vedano dei sedimenti è bene scegliere altro. Da una parte, come abbiamo già detto, se la bottiglia in cui è conservato l’olio permette di vedere all’interno, non è la migliore da scegliere, ma anche il sedimento stesso è una caratteristica da evitare.

Come ha dichiarato il produttore di olio Armando Manni:

Se trovi sedimenti nella bottiglia di olio evo, significa che l’olio non è stato filtrato. Se l’olio non è filtrato (o non filtrato adeguatamente), accelererà la naturale ossidazione dell’olio extravergine di oliva.

Leggere tutti i dettagli in etichetta

In etichetta spesso non è scritto l’anno di raccolta e produzione dell’olio, un’indicazione invece importante per noi consumatori, in quanto sapere quando è stato prodotto l’olio ci aiuta a capire quanto tempo è rimasto sullo scaffale e dunque il rischio che abbia perso una parte del suo contenuto in polifenoli.

Sull’etichetta possiamo però sempre vedere se vi è apposto il marchio biologico e l’eventuale presenza di denominazione DOP o IGP.

Come ricorda Armando Manni:

La denominazione DOP garantisce che i prodotti siano coltivati e confezionati localmente. È una garanzia che il cibo è stato realizzato da agricoltori e artigiani locali, utilizzando metodi tradizionali. Entrambe le denominazioni forniscono garanzia di qualità e indicano da dove proviene l’olio.

Un ultimo, importante consiglio

Un ultimo consiglio è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi e soprattutto, quando possibile, di acquistare olio extravergine direttamente dal produttore, meglio ancora se l’olio è da agricoltura biologica. (Olio extravergine di oliva: ecco perché diffidare dalle offerte low-cost)

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Fonti: Journal of Food Quality 

Leggi tutti i nostri articoli sull’olio extravergine di oliva:

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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