Niente più salari minimi garantiti e lavoro etico per produrre il Kit Kat, Nestlè abbandona Fairtrade

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Dopo un decennio di approvvigionamento di cacao e zucchero, Nestlé non si rifornirà più da Fairtrade per i suoi KitKat nel Regno Unito. Ciò significa che 27mila agricoltori su piccola scala e tra i più vulnerabili al mondo, perderanno premi annuali.

Da ottobre, infatti, il cacao sarà certificato direttamente da Cocoa Nestlé che segue i canoni Rainforest Alliance, mentre lo zucchero proviene principalmente dal Regno Unito, e in alcuni casi dalla Francia. La mossa significherà una perdita di quasi 2 milioni di sterline in Fairtrade Premium ogni anno per le cooperative in Costa d’Avorio, Figi e Malawi, che rappresentano 27mila piccoli produttori. Un duro colpo perché, questo reddito è una vera e propria linfa vitale per alcuni degli agricoltori più poveri del mondo.

Nestlé e Fairtrade collaboravano da dieci anni.Le cooperative di cacao hanno beneficiato della rete di sicurezza del prezzo minimo Fairtrade e il premio ha fatto sì che le comunità siano state in grado di investire in aule, dispensari, mense e programmi per aiutare le donne ad aumentare e diversificare il proprio reddito.

‘Come produttori Fairtrade, la nostra voce viene ascoltata e presa in considerazione. Siamo trattati con il rispetto e la dignità che meritiamo’, dicevano gli agricoltori.

In questo momento, i premi Fairtrade stanno fornendo un supporto tangibile durante la crisi di Covid-19 per proteggere la loro salute, supportare le loro comunità e compensare la mancanza di reddito. Di conseguenza, gli agricoltori e le loro cooperative sono stati in grado di acquistare dispositivi di protezione, distribuire disinfettanti per le mani, sensibilizzare e sostenere le famiglie in difficoltà a causa di malattie. In una nota scrive Fairtrade:

“La decisione di Nestlé significherà che tutti i futuri acquisti di zucchero verranno dai produttori europei di barbabietole da zucchero, il che vuol dire che gli agricoltori di zucchero di canna non solo perderanno il Fairtrade Premium, ma potrebbero perdere l’accesso al mercato per vendere il loro zucchero”.

I coltivatori di cacao hanno espresso serie preoccupazioni quando sono stati informati per la prima volta della decisione di Nestlé. Atse Ossey Francis, presidente del consiglio di amministrazione della Ivorian Fair Trade Network, ha dichiarato:

“È con profondo rammarico e profonda preoccupazione che abbiamo appreso che dopo aver orgogliosamente prodotto cacao per KitKat nel Regno Unito per un decennio, i piccoli coltivatori di cacao in Costa d’Avorio non godranno più dei benefici della vendita del loro cacao a condizioni equosolidali. Nestlé è uno dei principali acquirenti di cacao certificato Fairtrade attraverso il suo marchio KitKat e siamo grati per tutto questo decennio di partnership in cui abbiamo contribuito al successo di Nestlé. Un rapporto commerciale non equo e solidale significa regressione e continua povertà”.

Il presidente poi chiede di continuare a negoziare con Fairtrade per evitare gravi conseguenze sui lavoratori già messi a dura prova dalla pandemia, dalla mancanza di servizi, dal reddito basso e dai cambiamenti climatici.

“Fairtrade esiste per rappresentare le voci degli agricoltori. Ora più che mai dobbiamo agire come una comunità globale e intraprendere azioni che siano passi avanti mentre costruiamo un futuro migliore. Esortiamo Nestlé: ascolta gli agricoltori, non scegliere questo momento di crisi globale per aggravare le disparità nel settore del cacao. Mantieni KitKat Fairtrade”, chiosa Michael Gidney, CEO della Fairtrade Foundation.

Fonti: Fairtrade

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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