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Lenzuola con angoli, non tutte sono senza “macchie”: Ikea e H&M meglio di quelle Bassetti nella classifica del test tedesco

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Le lenzuola, all’interno delle quali riposiamo ogni notte, dovrebbero essere prive di sostanze nocive, resistere al sudore e alla saliva e non rovinarsi o perdere colore durante il lavaggio. Per capire se le cose stanno davvero così, Öko-Test ha fatto esaminare in laboratorio una serie di lenzuola di varie marche.

Il nuovo test della rivista tedesca ha analizzato 20 lenzuola con angoli di differenti colori, vendute principalmente in Germania ma alcune presenti anche sul mercato italiano. Si tratta di prodotti di marchi noti ma anche di lenzuola economiche vendute da discount o catene di negozi di accessori per la casa e abbigliamento.

La maggior parte dei prodotti è realizzata al 100% in cotone e 5 sono certificati biologici.  

Tutte le lenzuola sono state testate per individuare l’eventuale presenza di coloranti discutibili, formaldeide, gliossale, metalli pesanti, composti organoalogenati e sbiancanti ottici.  

È stata verificata anche la solidità del colore dei prodotti grazie ad un test che ha esaminato quanto sbiadivano durante il primo lavaggio. Testata anche la perdita di colore a contatto con sudore e saliva.

I risultati

Delle 20 lenzuola prese a campione, solo 5 hanno ottenuto il punteggio massimo, “molto buono”, ma diverse altre sono state comunque considerate buoni prodotti.

I principali problemi evidenziati dal test sono: da una parte la presenza di sostanze allergizzanti e inquinanti, dall’altra il fatto che alcune lenzuola perdono colore rapidamente.

Partiamo dalla presenza di sostanze controverse. 11 lenzuola testate contenevano composti organoalogenati (AOX), che possono scatenare allergie e la maggior parte dei quali si accumulano nell’ambiente. Il test ha dunque penalizzato i prodotti in cui sono state trovati AOX.

I composti alogeni organici possono penetrare nelle fibre tramite il candeggio o la tintura . I produttori possono tuttavia evitarlo e ciò è dimostrato da due fornitori del test che pubblicizzano proprio il fatto di non utilizzare queste sostanze. 

Per quanto riguarda la stabilità dopo il lavaggio, invece, 5 prodotti non hanno convinto gli esperti tedeschi e hanno mostrato una perdita di colore rapida.  

Ma non solo il lavaggio può danneggiare i colori, anche il sudore e la saliva possono farlo. Considerando questo, però, le lenzuola si sono mostrate più resistenti: solo 2 prodotti non hanno resistito al test condotto dal laboratorio che ha simulato l’azione dei fluidi corporei sul tessuto. 

Öko-Test segnala inoltre in quasi tutti i prodotti la presenza di sbiancanti ottici che non si trovano però sulle lenzuola ma nelle etichette, cucite nella parte inferiore. Il contatto con la pelle è dunque piuttosto improbabile ma il problema è un altro: gli sbiancanti ottici inquinano l’ambiente perché difficilmente si decompongono. 

I produttori giustificano spesso l’uso di queste sostanze con il fatto che danno alle etichette bianche un aspetto migliore. Ma, evidenzia la rivista, il paradosso è che una serie di stampe sulle etichette (trattate con sbiancanti ottici) invitano i consumatori a non utilizzare detersivi con sbiancanti ottici.  

Le lenzuola migliori e peggiori

In base ai parametri analizzati, tra le migliori lenzuola con angoli testate troviamo quelle di H&M e Ikea.

Le lenzuola del marchio Bassetti ottengono un “soddisfacente” ma si trovano comunque in una bassa posizione in classifica, penalizzate per la presenza di composti organoalogenati e sbiancanti ottici in etichetta.

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Fonte: Öko-Test

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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