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Lenticchie rosse al sapore di glifosato e pesticidi. Trovati residui in quasi la metà delle marche analizzate

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Anche le lenticchie rosse possono presentare residui di glifosato e altri pesticidi. È quanto scoperto da una delle ultime analisi della rivista tedesca Öko-Test.

Le lenticchie rosse sono un prodotto salutare grazie alla ricchezza di fibre, oligoelementi e proteine vegetali, sostanze particolarmente preziose per chi segue una dieta vegetariana o vegana. Si tratta di normali lenticchie che vengono decorticate e, privandole della loro parte esterna, risultano particolarmente digeribili e offrono il grande vantaggio di avere tempi di cottura più brevi.  

Purtroppo però, anche al loro interno possono finire i pesticidi utilizzati nelle coltivazioni.

Lo testimonia un nuovo test condotto in Germania su 20 pacchetti di lenticchie rosse vendute principalmente sul mercato tedesco ma alcune delle quali presenti anche in Italia.

I risultati

Le indagini di laboratorio sulle lenticchie rosse hanno mostrato che 9 prodotti su 20 erano “contaminati” da residui di pesticidi, tra cui glifosato e glufosinato, quest’ultimo un erbicida vietato nell’Ue.

Gli esperti della rivista tedesca non si sono stupiti più di tanto dei risultati ottenuti dato che, come scrivono:

“La coltivazione delle lenticchie è complessa e presenta le sue insidie, ma può essere notevolmente facilitata utilizzando diserbanti”

Purtroppo i pesticidi sopracitati, spruzzati al momento giusto, assicurano che la pianta muoia e le lenticchie si asciughino in modo uniforme fino al momento della raccolta.

Come dicevamo, però, il glufosinato è stato vietato nell’Ue dal 2019. L’agenzia europea delle sostanze chimiche ECHA l’ha classificato come tossico per la riproduzione. Ma perché allora è presente nelle lenticchie rosse?

Non è difficile immaginare che questo erbicida è stato trovato in lenticchie provenienti da paesi extra Ue in particolare Turchia e Canada dove, secondo l’International Pesticide Action Network, il glufosinato non è vietato.

Oltre al glufosinato presente in 3 prodotti, il laboratorio tedesco che effettuato il test ha trovato il controverso glifosato in sei lenticchie rosse. Vi ricordiamo che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) classifica il pesticida come “probabilmente cancerogeno” ma che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) non ha confermato alcun sospetto di cancerogenicità. Tuttavia, è indubbio e condiviso da tutti che il glifosato sia una minaccia per la biodiversità.

Alcune lenticchie rosse sono risultate anche contaminate da oli minerali, nello specifico sono stati trovate tracce di  MOAH  in tre prodotti mentre in altri 5 erano presenti MOSH.

Come possono entrare nel cibo? Le possibili fonti sono gli oli lubrificanti utilizzati nelle macchine da raccolta e gli imballaggi.  

Visto l’aumento del consumo di queste lenticchie, anche in Italia sarebbe interessante fare un’analisi sui prodotti venduti nei nostri supermercati, negozi di alimentazione biologica e online per capire se il problema dei pesticidi è ugualmente forte.

Nel frattempo cerchiamo di acquistare lenticchie rosse provenienti da agricoltura biologica, meglio se italiane o quanto meno coltivate nei paesi Ue, dove le regole sui pesticidi sono generalmente più stringenti.

Tra i prodotti migliori del test vi segnaliamo quello a marchio Rapunzel (biologico) e le lenticchie rosse di Aldi.

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Fonte: Öko-Test

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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