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Il glifosato nella pasta è un problema più grande di quanto pensiate. Cosa scegliere al supermercato

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La pasta può contenere tracce di glifosato, sia pure entro i limiti di legge. Questo è comunque un rischio per la nostra salute? Quale pasta dovremmo scegliere tra le tante marche presenti al supermercato?

Come ha dimostrato l’ultima analisi de Il Salvagente sugli spaghetti al glifosato, nella pasta venduta nel nostro paese è ancora presente il discusso erbicida, potenzialmente pericoloso per la salute.  Il problema può presentarsi non solo nei prodotti in cui  è stato utilizzato grano estero (vedi quello proveniente dal Canada, tristemente noto per il massiccio utilizzo di glifosato) ma anche in quelli 100% italiani.

In tanti ci avete chiesto allora quale pasta sarebbe consigliato acquistare. Proviamo a rispondere a questa domanda, ma prima facciamo una premessa importante.

Se il glifosato trovato nei pacchi di pasta dai laboratori è ben al di sotto dei limiti di legge come mai tanto clamore?

Intanto, come è noto, il glifosato è un erbicida che provoca non solo danni alla salute ma anche all’ambiente. Inoltre, diversi studi hanno evidenziato come l’esposizione a questa sostanza possa essere dannosa anche a dosi molto basse. Una delle ultime ricerche in proposito ha dimostrato come questo erbicida sia in grado di influenzare il microbiota intestinale, con effetti negativi sul 54% delle specie batteriche intestinali.

Un’altra ricerca aveva invece evidenziato come il glifosato fosse in grado di aumentare il rischio di cancro al seno anche a basse dosi. Questa sostanza è pericolosa tra l’altro anche per le donne incinte perché potrebbe attraversare la placenta arrivando al feto. E questi sono solo alcuni degli studi in proposito.

Se considerate poi che ancora non sono ben chiari i possibili effetti sulla salute del cosiddetto cocktail di pesticidi (non solo glifosato dunque) a cui ogni giorno rischiamo di essere esposti tramite il cibo e le bevande che assumiamo, la questione si fa ancora più spinosa.

Come ha dichiarato a Il Salvagente la dottoressa Fiorella Belpoggi, direttore scientifico dell’Istituto Ramazzini, che ha studiato proprio gli effetti del glifosato a basse dosi:

“A chi vi domanda perché dovrebbe interessare trovare livelli così bassi di glifosato nella pasta bisognerebbe chiedere: chi ha stabilito i livelli consentiti nella pasta? Perché in effetti le dosi bassissime dei pesticidi non sono mai state studiate in passato. Solo di recente sono state effettuate ricerche del genere, da quando si è scoperto che queste basse dosi, lavorando ai livelli dei nostri ormoni, possono interferire con l’attività ormonale”.

Oltre a tutto questo, potremmo anche semplicemente voler avere il diritto di scegliere pasta che non contenga glifosato. Sappiamo infatti quanto le scelte consapevoli dei consumatori possano “aiutare” il mercato a cambiare rotta.

Quale pasta acquistare

Leggendo i risultati di questo e altri test sulla pasta, rimaniamo un po’ sconfortati. Ma allora che fare per evitare di mettere in tavola, oltre che un bel piatto di spaghetti, anche un po’ di glifosato? La prima risposta plausibile è quella di acquistare prodotti 100% italiani e da agricoltura biologica.

Al di là di un possibile problema di piccola contaminazione accidentale, dovuta alla vicinanza con i campi dove si coltiva in maniera tradizionale, i rischi del biologico in questo senso sono molto minori e abbiamo la possibilità di tenerci lontani dai pesticidi.

Come ci ha ricordato Giovanni Battista Girolomoni, presidente dell’omonima azienda pioniera del biologico in Italia, la scelta del biologico va oltre il singolo discorso del glifosato:

“Solo quando il bio diventerà un’abitudine di consumo tra i consumatori, potremo liberarci pian piano dai pesticidi non solo come residuo nel cibo, ma anche come contaminazione ambientale. In questo senso l’agricoltura bio va sempre più incentivata, per liberare dai pesticidi sempre più terreni. Perché acquistare bio non è solo una scelta dei singoli, ma è una scelta collettiva di tutela dei beni comuni” 

Anche scegliere pasta realizzata con grano italiano è una garanzia in più ma, come rivela l’ultima analisi, non ci mette sempre e comunque al riparo dalla possibile presenza di glifosato. Inoltre, il grano italiano probabilmente non è abbastanza per soddisfare la richiesta del mercato italiano e dunque è plausibile dover ricorrere comunque a grano di provenienza estera per produrre la pasta.

Quello che vi consigliamo in conclusione è di alternare il consumo di varie marche, da scegliere tra le migliori, magari anche aiutandosi con i risultati delle ultime analisi in merito che vengono aggiornate di anno in anno.

Considerate infatti che il livello di glifosato, sia pur minimo, presente nei pacchi di pasta analizzati potrebbe essere diverso non solo da marchio a marchio ma anche da lotto a lotto e da pacco a pacco, oltre che variare nel corso del tempo come ha dimostrato la precedente analisi de Il Salvagente (nel 2018 solo la pasta a marchio Lidl e quella di Eurospin contenevano glifosato, ora la situazione è peggiorata!).

La stessa scelta possiamo fare anche nell’acquisto di altri prodotti come ad esempio la birra e il vino, anch’essi a rischio contaminazione da glifosato.

Fonte: Il Salvagente

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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