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Formaggini, attenzione se hanno questi ingredienti in etichetta

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I formaggini sono un cibo che spesso viene dato anche ai bambini che ne apprezzano in particolare il sapore di latte e la consistenza cremosa una volta sciolti all’interno di minestrine, riso, pasta, ecc.. Ma cosa contengono davvero?  Come possiamo scegliere i prodotti migliori (o meno peggio) tra quelli presenti al supermercato?

Quando acquistiamo qualsiasi prodotto confezionato dobbiamo sempre leggere con attenzione l’etichetta. Solo in questo modo possiamo conoscere la lista completa degli ingredienti presenti all’interno e la tabella nutrizionale di quello specifico alimento. Indicazioni fondamentali per poter fare scelte più consapevoli e portare in tavola i cibi migliori.

Nel caso dei formaggini, prodotti industriali di cui dovremmo comunque limitare il più possibile il consumo, è bene valutare la tipologia e la percentuale di formaggio (quest’ultima non è sempre specificata) oltre che il quantitativo di sale generalmente molto alto (spesso supera i 2 grammi ogni 100 grammi di prodotto) e di grassi saturi.

Da tenere particolarmente in considerazione poi è l’eventuale presenza di polifosfati che spesso si nascondono sotto sigle come E452, E544, ecc. I polifosfati sono infatti accusati di interferire con la metabolizzazione del calcio, cosa a cui fare attenzione soprattutto se intendiamo dare questi alimenti ai bambini (ma anche agli anziani).

formaggini tabella polifosfati

Considerate che alcune marche di formaggini non li utilizzano più e sulle confezioni è per questo apposta la scritta “senza polifosfati”.

Il parere della nutrizionista sui formaggini

Abbiamo chiesto a Roberta Martinoli, medico e nutrizionista cosa ne pensa dei formaggini e se possiamo proporli anche ai bambini:

“La prima considerazione che ci viene da fare è che se si trattasse di formaggi di alta qualità non finirebbero di certo all’interno di un formaggino. Spesso si tratta infatti di formaggi ottenuti da latte in polvere. Poiché poi a nessuno piacerebbe percepire una certa granulosità dal momento che ci aspettiamo che un formaggino debba essere cremoso l’industria ricorre all’uso di polifosfati o sali di fusione. Lo scopo è quello di mantenere ben mescolate le parti grasse e quelle acquose che altrimenti tenderebbero a separarsi. La texture dell’alimento migliora ma l’inconveniente sta nel fatto che i polifosfati impediscono il corretto assorbimento del calcio. Pensate al paradosso di un formaggino che venga pubblicizzato come alimento adatto ai bambini e agli anziani per il suo alto contenuto in calcio ma che presenti nella lista degli ingredienti questi sali di fusione!”

Ma i formaggini possono essere in alcuni casi anche potenzialmente dannosi per la salute?

“Una considerazione da fare è che il fosforo è una tossina cardiovascolare sia nei soggetti con funzione renale normale che nei nefropatici. L’iperfosforemia porta alla formazioni di calcificazioni della media vascolare (Knochel, 2005), altera la funzione endoteliale e riduce la produzione di ossido nitrico (Shuto et al., 2009), è associata a livelli più alti di PCR, proteina C-reattiva (McGovern et al., 2013), ad ipertrofia ventricolare sinistra, insufficienza cardiaca ed eventi cardiovascolari (Kestenbaum B et al., 2014). Assumiamo la gran parte del fosforo mangiando alimenti proteici. Un grammo di proteine ne apporta circa 12-14 mg (Boaz M, 1996). I LARN stabiliscono per questo minerale un fabbisogno medio di 580 mg/die per tutte le fasce di età. Se però nella nostra alimentazione abbondano alimenti di origine industriale (in particolare bevande gassate e formaggi fusi o spalmabili) rischiamo di assumerne giornalmente 200-500 mg in più”.

In conclusione è consigliato consumarli o no?

“Oltre tutto quello già detto, i formaggini tendono ad essere ricchi in sale (fino a 0,5 g per porzione) ed in grassi saturi. Il consiglio non può che essere quello di mangiare formaggio vero!”

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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