Falso succo di mela bio: era contaminato e fatto con frutta marcia

succo-mela-falsp-bio

L’ennesima frode alimentare è stata scoperta questa volta a Pisa dove un’azienda spacciava per succo di mela biologico un prodotto che, non solo non lo era, ma veniva realizzato con mele marce, contaminate e con l’aggiunta di acqua e sostanze zuccherine.

A fare la scoperta, a cui è seguito un maxi sequestro e alcuni arresti, è stato l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (Icqrf) e i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Pisa, allertati dall’estero.

La frode, infatti, è stata scoperta in seguito ad alcune segnalazioni arrivate dagli organismi di vigilanza di Olanda e Germania che si erano insospettiti riguardo ad alcuni prodotti importati a base di succo di mela biologico.

E le ragioni del sospetto erano fondate: il succo in questione, commercializzato dalla Italian Food srl., non solo non era biologico e non era puro (risultava infatti adulterato con acqua e sostanze zuccherine per farlo sembrare più simile a un vero succo di mela ed eludere i controlli), non era neppure, come dichiarava in etichetta, prodotto in Ue.

La cosa più grave però è indubbiamente il fatto che il succo veniva prodotto in Serbia dove si utilizzavano frutti deteriorati, in decomposizione e con alta presenza di micotossine (insomma assolutamente non adatti al consumo umano) oltre che contaminati con prodotti chimici di vario genere non ammessi in agricoltura biologica.

In particolare è stato trovato un carico da 30 tonnellate contaminato da patulina, una micotossina della mela presente in questo caso in quantità elevatissime: 7 mila microgrammi per kg (considerate che il limite di legge è di 50 microgrammi per chilo!).

In seguito al sequestro, sono state tolte dal mercato 1.411 tonnellate di prodotti adulterati e falsamente etichettati come ‘biologici’ (non solo succo di mela ma anche confetture e conserve alimentari) per un valore di circa 4,9 milioni di euro.

9 le ordinanze di custodia cautelare che hanno coinvolto una vera e propria organizzazione criminale localizzata tra Serbia e Croazia ma con vertice italiano, a capo di questa filiera della frode vi erano infatti due imprenditori di San Miniato, nel Pisano. Tutti sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio ma uno di loro è ancora a piede libero dato che la Serbia non ha collaborato con l’Italia ed Eurojust per assicurarlo alla giustizia.

In Serbia si produceva il succo, in Croazia si realizzavano i vari documenti falsi utili a legittimare il prodotto come bio ed europeo, infine il vertice in Italia commercializzava il prodotto, sostanzialmente in regime di monopolio, vendendolo ad importanti marchi italiani ed esteri che lo utilizzavano per produrre conserve, confetture e altri prodotti.

La procura ha già imposto alle aziende che l’hanno utilizzato, di ritirare dal mercato tutti i prodotti in cui si trova.

Leggi anche:

Francesca Biagioli

Hello Fish!

Pesce, ne consumiamo troppo e male. Ecco come fare scelte responsabili

Coop

Arrivano nel reparto ortofrutta i meloni senza glifosato

dobbiaco

corsi pagamento

seguici su facebook