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Detersivi per lavastoviglie, impariamo a leggere le etichette: la lista degli ingredienti pericolosi

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Come ormai è noto, i detersivi possono contenere sostanze chimiche dannose per l’uomo e per il pianeta. Ma a quali componenti fare attenzione? Mamavation, community di genitori “green” degli Stati Uniti, ha fatto un elenco degli ingredienti da evitare.

I detersivi per i piatti sono realizzati con una serie di sostanze chimiche e, nonostante siano migliorati nel corso degli anni, in molti casi contengono ancora alcuni ingredienti tossici e inquinanti che possono generare diversi problemi:

  • Tossicità per gli organismi acquatici 
  • Bioaccumulo: quando le sostanze entrano nella catena alimentare possono accumularsi nell’ambiente o nell’organismo umano
  • Scarsa biodegradabilità 
  • Problemi di salute: se contengono componenti cancerogeni, tossici per la riproduzione, mutageni o allergizzanti.
  • Eutrofizzazione: un’eccessiva saturazione di nutrienti nell’ambiente che causa problemi come la fioritura delle alghe.

Gli ingredienti da evitare

La maggior parte dei detersivi per i piatti contiene almeno una sostanza chimica (e generalmente molte di più) che può danneggiare la vita acquatica,  alterare il sistema endocrino o che è stata collegata al cancro. Parliamo di tensioattivi, emulsionanti, regolatori di viscosità, agenti chelanti, agenti anticalcare, coloranti artificiali, conservanti, stabilizzanti di sbiancanti o ossidanti.

Mamavation consiglia di evitare alcuni ingredienti presenti nei detersivi per i piatti.

Vi ricordiamo che se si vogliono conoscere nel dettaglio tutti i componenti di uno specifico detersivo, magari per motivi di allergie, è bene contattare direttamente il produttore per avere delucidazioni in merito.

Come scrive il Centro Nazionale Sostanze Chimiche, prodotti Cosmetici e protezione Consumatore (CNSC) che fa capo all’ISS, sulle etichette dei detergenti troviamo:

  • Indicazioni sugli ingredienti (solitamente viene indicato l’indirizzo web a cui fare riferimento per reperire online la lista che non viene riportata in etichetta).

Fragranze sconosciute

Dietro questa dicitura si nascondono centinaia di ingredienti, alcuni dei quali sono tossici per l’uomo e il pianeta. Un esempio di sostanze chimiche che alterano gli ormoni e che possono nascondersi dietro il termine “fragranza” sono gli ftalati, che vengono utilizzati come solventi per estendere la forza aromatica della fragranza. 

Poliacrilati

Usati come agenti disperdenti, hanno capacità filmogene e leganti che vengono utilizzate nei detersivi per i piatti. La preoccupazione per gli acrilati sono le impurità che tendono a coesistere con loro. Sostanze chimiche come l’acido acrilico, l’acrilato di 2-etilesile e l’acido metacrilico e l’acrilammide sono state collegate a reazioni della pelle, degli occhi e della gola. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro e l’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA) hanno classificato gli acrilati come possibili cancerogeni per l’uomo. Sono anche tossici per la vita acquatica.

Esempi di acrilati: etil acrilato; estere etilico dell’acido acrilico, propenoato di etile, EA; etil metacrilato, etil estere, acido metacrilico, etil estere, etil 2-metil-2-propenoato, EMA; metacrilato di metile; metacrilato di etile; monomero di metacrilato, estere metilico dell’acido metacrilico, metil-2-metil-2-propenoato, MMA; copolimero acrilico/acrilato, copolimero acrilico/acrilato

Conservanti  

I conservanti isotiazolinone e metilisotiazolinone sono molto comuni nei detersivi per i piatti. Queste sostanze sono tossiche per inalazione, possono provocare dermatite da contatto, reazioni allergiche e neurotossicità. Sono inoltre estremamente tossiche per gli organismi acquatici. 

Esempi di conservanti: Metilisotiazolinone, 3(2H)-Isotiazolone, 2-metil-, 2-Metil-2H-isotiazol-3-one, 2-Metil-4-isotiazol-3-one, 2-Metil-3(2H )-isotiazolone, metilcloroisotiazolinone

Benzisotiazolinone

Questa sostanza chimica è un agente antimicrobico presente nei prodotti per la pulizia e in alcuni prodotti per la cura personale. È noto soprattutto come irritante per la pelle, gli occhi e i polmoni. Il benzisotiazolinone è un noto sensibilizzante e anche un inquinante ambientale, tossico per la vita acquatica.

Ingredienti che rilasciano formaldeide

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato la formaldeide come cancerogena per l’uomo. Questa sostanza è anche collegata a problemi come mal di testa, naso che cola, nausea, difficoltà respiratorie e attacchi di asma.

Il problema è che non si troverà mai “formaldeide” sull’etichetta di un detersivo per i piatti, ma ciò non significa che questa non si trovi all’interno come contaminante. In genere, viene rilasciata da altri agenti presenti nella composizione del detersivo.

Esempi di agenti che rilasciano formaldeide:

  • Formalina
  • Bronopol
  • 2-bromo-2-nitropropan-1,3-diolo
  • DMDM idantoina
  • Imidazolidinil urea
  • Diazolidinil urea
  • Sodio idrossimetilglicinato

Etossilati

L’etossilazione è un processo chimico che utilizza l’ossido di etilene (EtO) per trasformare l’alcol o altre sostanze in un tensioattivo. In questo modo i prodotti interagiscono meglio tra loro e il detergente diventa più efficace. Il problema più grande però è che il processo di etossilazione produce tracce di 1,4-diossano e ossido di etilene, entrambi noti agenti cancerogeni. Produce anche composti di polietilenglicole (PEG).

Esempi: sodio laureth solfato, tutto ciò che termina in -eth, come Ceteareth-20, Steareth-20, etossilati di alcol, polietilene glicole, PEG, etilene glicole, sodio laureth solfato (SLES), polisorbato-20 e polisorbato -40.

Tensioattivi

I tensioattivi sono tra gli ingredienti principali dei detersivi, utili ad intrappolare lo sporco e rimuoverlo dalle superfici. Possono essere di diverso genere:  anionici, non ionici, cationici o anfoteri ma nel caso dei detersivi per piatti, la maggior parte sono tensioattivi anionici e non ionici.

  • Tensioattivi anionici: questi ingredienti possono essere prodotti da una vasta gamma di grassi e oli grezzi, inclusi quelli di soia, palma, sego e cocco. Esempi di questo sono i solfati, come il Sodium Lauryl Sulfate (SLS) e il Sodium Laureth Sulfate (SLES), il laurilsolfato di ammonio (ALS), lo stearato di sodio, i solfonati e i gluconati.
  • Tensioattivi non ionici: quando si tratta di eliminare il grasso, i tensioattivi non ionici sono particolarmente efficaci, più degli anionici. In molte formulazioni di detersivi le due tipologie di tensioattivi vengono utilizzate insieme per creare una doppia azione. Esempi di tensioattivi non ionici includono etossilati come alcoli etossilati grassi, cocamidi come Cocoamide monoetanolammina (Cocomide MEA), cocamide dietanolammina (Cocamide DEA), ossidi di ammina, solfossidi, nonilfenoli e nonilfenoli etossilati. Queste sostanze chimiche variano in quanto a tossicità.

Uno dei problemi principali dei tensioattivi (anionici e non ionici) sono i loro effetti sulla vita acquatica.  

PEG

I PEG sono composti a base di petrolio ampiamente utilizzati in cosmetici e detergenti. Questi possono essere contaminati da quantità misurabili di ossido di etilene e 1,4-diossano, entrambi cancerogeni. Ci sono anche alcune preoccupazioni relative al fatto che i PEG potrebbero essere genotossici.  

Gli esempi includono: PEG, polimeri e polisorbati PEG-PEG-4, PEG-6, PEG-7, PEG-8, PEG-75, PEG-100, olio di ricino idrogenato PEG-40, lauramina PEG-20, dimeticone PEG-10, Polisorbato 20, Polisorbato 40, Polisorbato 60, Polisorbato 80.

Fonte: Mamavation

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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