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Così Bonduelle e i colossi delle verdure in scatola facevano cartello per fissare i prezzi. Maxi-sanzione da 20 milioni di euro dalla Ue per Conserve Italia

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Ha partecipato al “cartello” delle verdure in scatola e per questo la Commissione europea ha sanzionato Conserve Italia Soc. cooperativa agricola e la sua controllata Conserves France SA per 20 milioni di euro. Il loro grave comportamento anticoncorrenziale è stato portato avanti per ben 13 anni.

Conserve Italia è stata multata per violazione delle norme antitrust dell’Ue. La Commissione ha rilevato infatti la partecipazione della società, insieme ad altri operatori di mercato, a un cartello per la fornitura di alcuni tipi di verdure in scatola a rivenditori e/o società di servizi di ristorazione nello Spazio economico europeo (SEE).

Come si legge nel comunicato della Commissione Ue:

Per oltre 13 anni Conserve Italia e gli altri partecipanti al cartello hanno fissato prezzi, concordato quote di mercato e quote di volume, assegnato clienti e mercati, scambiato informazioni commercialmente sensibili e coordinato le proprie risposte alle gare. Il loro obiettivo era preservare o rafforzare la loro posizione sul mercato, mantenere o aumentare i prezzi di vendita, ridurre l’incertezza per la loro futura condotta commerciale e controllare le condizioni di marketing e commerciali a loro vantaggio.

Più nello specifico, l’indagine ha rivelato l’esistenza di 3 accordi distinti tra le aziende che partecipavano al cartello:

  • Il primo copriva le vendite a marchio del distributore di verdure in scatola (fagiolini, piselli, mix di piselli e carote e macedonia di verdure) ai rivenditori nello Spazio economico europeo
  • Il secondo accordo copriva le vendite a marchio del distributore di mais in scatola ai rivenditori nello Spazio economico europeo
  • Il terzo accordo copriva sia le vendite a marchio proprio che a marchio del distributore di verdure in scatola ai rivenditori e al settore della ristorazione (in particolare in Francia).

Conserve Italia ha partecipato, specifica la Commissione nel comunicato, solo ai primi due accordi.

Un comportamento decisamente scorretto portato avanti anche da altre aziende coinvolte nel cartello. Si tratta di Bonduelle, Croos e Cecab che però nel 2019 avevano scelto di patteggiare. Conserve Italia, invece, aveva deciso di andare avanti e di conseguenza l’indagine della Commissione Ue è proseguita portando ad una sanzione esemplare.

Del resto, come ha ricordato Margrethe Vestager, Commissario europeo per la concorrenza:

Conserve Italia, l’unico produttore che ha scelto di non accontentarsi, ha concordato con gli altri in questo cartello di dividere il mercato e di fissare i prezzi per alcune conserve di verdura in tutta Europa. Quindi per più di 13 anni i consumatori hanno sofferto di una minore concorrenza e di prezzi più alti. La sanzione che infliggiamo oggi a Conserve Italia riflette la gravità del loro comportamento anticoncorrenziale e l’importanza del diritto della concorrenza.

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Fonte: European Commission

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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