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Non solo basmati! Le regole del nutrizionista per scegliere il riso migliore

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Esistono molte varietà e tipologie di riso. Un nutrizionista ci spiega quali sono le migliori per la nostra salute

Il riso è un cereale che utilizziamo frequentemente e che è disponibile in diverse forme, tipologie, colori e grado di raffinazione. Ma quale scegliere? L’abbiamo chiesto al “nostro” nutrizionista.

La cultura alimentare italiana è molto legata al consumo di pasta (vi avevamo già suggerito come sceglierla in un precedente articolo) ma per variare tanti di noi mangiano spesso anche il riso. Questo può essere bianco, semintegrale o integrale. Ma esistono davvero tantissime tipologie adatte ad essere utilizzate in innumerevoli ricette, alcune caratteristiche della nostra tradizione altre tipicamente orientali. (Leggi anche: Riso: i colori, i sapori e le sue proprietà. Tutto quello che c’è da sapere

Potrebbe dunque non essere semplice orientarsi nella scelta. Abbiamo chiesto allora al nutrizionista  Flavio Pettirossi di darci qualche consiglio da tenere bene a mente nel momento in cui acquistiamo riso.

Innanzitutto cerchiamo di capire la differenza tra riso bianco e riso integrale:

“Il riso è un cereale che viene commercializzato principalmente in due tipologie ovvero  integrale (che è facilmente riconoscibile perché ha un colore scuro) che non subisce raffinazioni mantenendo intatti gli strati di rivestimento del chicco, i più importanti dal punto di vista nutrizionale, ed il caratteristico riso bianco che invece è raffinato. Di quest’ultimo ce ne sono diverse varietà, quello perlato o brillato ovvero trattato per rendere il chicco splendente e che io sconsiglio perché  povero di minerali, vitamine, fibre ed ha un alto indice glicemico (quindi non adatto ai diabetici )”.

Leggi anche: Perché mangiare riso integrale

Dovremmo quindi consumare prevalentemente riso integrale?

Il riso integrale è quello migliore dal punto di vista nutrizionale, è un alimento completo poiché  il chicco in questo caso è presente nella sua interezza: crusca, germe ed endosperma e non è sottoposto a processi di raffinazione. I principali benefici del consumare riso integrale  piuttosto che perlato o brillato si notano a livello intestinale per la presenza di fibre. La fibra poiché  non viene digerita facilmente insieme all’acqua, riempie lo stomaco e dà un forte senso di sazietà ed in più, aiuta nel transito intestinale. Grazie a questo alimento, c’è una peristalsi intestinale più frequente e l’eliminazione delle feci sarà sicuramente più semplice”.

Varietà di riso: parboiled, riso rosso e riso venere

Le varietà di riso tra cui scegliere sono davvero molte. Che caratteristiche hanno?

“Le varietà più diffuse nel nostro paese sono l’arborio, carnaroli, parboiled, rosso, venere. Il parboiled è un riso integrale cotto al vapore, essiccato e raffinato. Viene considerato dal punto di vista nutrizionale simile al prodotto integrale ma in realtà si è visto che non è proprio così, ovvero perde molte proprietà nel processo di essiccazione, questo perché il riso parboiled viene deprivato della crusca quindi conserva ancora gran parte delle caratteristiche nutrizionali ma ad eccezione delle fibre. Di recente, si trovano versioni parboiled che non hanno subito raffinazione e quindi conservano lo strato di crusca. Il riso Venere prende il nome dalla suggestiva credenza che questo riso abbia potere afrodisiaco. Questo tipo di riso viene coltivato in terreni umidi e argillosi, ricchi di ferro. Ha un alto valore nutritivo con ferro, proteine ed amilosio, e permette di preparare molti piatti esotici. Può quindi essere molto utile nella dieta per renderla meno monotona e ha il vantaggio di essere adatto anche a diabetici”.

Leggi anche: Riso Venere: proprietà, valori nutrizionali e come cuocerlo al meglio

E il riso rosso?

“C’è una varietà di riso rosso orientale (che viene coltivato anche in Italia) e il riso rosso fermentato con il lievito Monascus che arricchisce il cereale di un gruppo di sostanze chiamate “monacoline”, a cui è stata scientificamente attribuita una spiccata attività ipocolesterolemizzante e quindi viene consigliato per il trattamento di questa patologia. Il tipo “K” (monacolina K), imitando fedelmente la struttura chimica e l’azione farmacologica della “lovastatina” (un farmaco di sintesi), è considerata la monacolina più efficace e importante. Proprio per questo il riso rosso fermentato è considerato un vero e proprio integratore alimentare nei casi di ipercolesterolemia subclinica. Non si tratta quindi di una qualità di riso per usi alimentari e va prestata molta attenzione proprio per i possibili effetti collaterali del tutto sovrapponibili a quelli delle statine”.

Leggi anche: Riso rosso: proprietà, valori nutrizionali, dove trovarlo e migliore cottura

Riso basmati

Tante persone consumano spesso il riso basmati ma è una buona scelta?

“Il basmati è resistente alla cottura (e per questo influisce poco sulla glicemia ed è adatto ai diabetici), ha un buon profumo (questa caratteristica lo rende utile per la preparazione di piatti esotici) e rappresenta quindi una via di mezzo tra riso integrale e riso lavorato“.

Leggi anche: Riso basmati: proprietà, valori nutrizionali e come cuocerlo al meglio

Ricordate poi una cosa molto importante: in alcuni casi e per alcune varianti di riso (o ricette) è necessario sciacquare i chicchi prima di cuocerli. A questo proposito leggi anche:

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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