Il cioccolato fondente non è tutto uguale, occhio a questi ingredienti in etichetta!

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Cioccolato fondente, uno degli alimenti più amati e un vero e proprio “confort food” per tante persone, non a caso soprannominato “cibo degli dei”. Buono e sano, ma solo a patto di saper scegliere le migliori tavolette in commercio. Non tutte le proposte infatti sono uguali e come sempre è bene leggere con attenzione le etichette per fare gli acquisti migliori.

Vi siete mai chiesti come scegliere una tavoletta di cioccolato fondente di qualità? Le indicazioni più importanti le troviamo direttamente sulla confezione. Occhio dunque a lista degli ingredienti, tabella nutrizionale ma anche alla presenza di allergeni (nel caso abbiate un’ipersensibilità a qualche ingrediente che potrebbe trovarsi nella tavoletta, ad esempio latte, arachidi, soia o altro).

Le proprietà del cioccolato fondente sono numerose ma, per usufruirne al meglio, è necessario scegliere una tavoletta di qualità in cui la percentuale di cacao sia sufficientemente elevata e non vi sia presenza di latte, troppo zucchero, aromi o altro.

Un cioccolato fondente di qualità deve contenere:

  • cacao magro in polvere
  • burro di cacao (dal 2003 sono concessi anche altri tipi di grassi ma in Italia, fortunatamente, vengono utilizzati poco all’interno delle tavolette)
  • zucchero (almeno l’1%)

Il quantitativo di cacao deve essere in una percentuale minima del 43% mentre il burro di cacao deve essere almeno il 28%. Ma vi è anche il cioccolato “extrafondente”, e in questo caso la percentuale minima di cacao deve essere del 75%, e il cioccolato detto extra-amaro con una percentuale di pasta di cacao variabile tra l’85% e il 90%. Varianti più “forti” e non a tutte gradite ma generalmente migliori (sempre a patto di valutare anche le altre caratteristiche della tavoletta).

Leggendo la lista degli ingredienti e la tabella nutrizionale dovremmo stare attenti a diversi aspetti:

  • quantitativo di zucchero
  • eventuale presenza di latte
  • eventuale presenza di aromi
  • eventuale presenza di dolcificanti

Il parere della nutrizionista sul cioccolato fondente

Per avere qualche consiglio utile a scegliere la tavoletta di cioccolato fondente più sana, abbiamo chiesto consiglio alla biologa nutrizionista Barbara Ziparo.

La dottoressa ci ha spiegato che:

“In commercio troviamo tavolette di cioccolato fondente di diversa qualità, con delle differenze di prezzo notevoli. Per scegliere un buon prodotto è necessario leggere l’etichetta, dove sono riportate tutte le informazioni che guidano la nostra scelta. La qualità del cioccolato dipende dalla materia prima e dal processo di lavorazione delle fave di cacao. Il cioccolato migliore dovrebbe contenere solo pasta di cacao, burro di cacao e zucchero in piccola quantità. La percentuale indicata in etichetta comprende la pasta di cacao e il burro di cacao”.

Fondamentale quindi, anche nel caso delle tavolette di cioccolata, leggere tutte le indicazioni in etichetta:

“Al primo posto nella lista degli ingredienti deve esserci la pasta di cacao che deve essere superiore al 43 % e che ne determina l’aroma. Un buon cioccolato non dovrebbe contenere grassi diversi dal burro di cacao, che deve essere contenuto ameno per il 28 %. Esso viene aggiunto per rendere il cioccolato più morbido, ma avendo un costo elevato spesso viene mischiato con altri grassi vegetali che per legge possono essere aggiunti fino a un massimo del 5 %. Il più usato è l’olio di palma, ma anche burro di karitè e altri grassi poco costosi che però abbassano notevolmente la qualità del cioccolato. Dopo il burro di cacao troviamo lo zucchero, infatti per legge il cioccolato deve contenere almeno l’1 % di zucchero. Alcuni produttori aggiungono dolcificanti, ma meglio scegliere un cioccolato con poco zucchero, magari non raffinato quindi di canna, o al massimo con dolcificanti naturali comela stevia piuttosto che con sostanze dolcificanti di sintesi”.

Nella lista degli ingredienti delle tavolette di cioccolato, però, possono trovarsi anche altri ingredienti:

“Oltre ai 3 ingredienti principali, molte tavolette contengono aromi per rendere più profumato il cioccolato. Sempre meglio sceglierne uno senza nessun aroma, per apprezzare meglio il gusto del cioccolato, anche perché potrebbe trattarsi di aromi artificiali. È differente, ad esempio, che sia presente la vaniglia in bacche piuttosto che la vanillina, prodotta chimicamente. Nel cioccolato possiamo trovare anche la lecitina, una sostanza che viene aggiunta come emulsionante e che è naturale, estratta dal tuorlo d’uovo o dalla soia. Essa aiuta sia per la lavorazione che per la conservazione del cioccolato. In sua assenza, occorrono percentuali più elevate di burro di cacao con conseguente innalzamento del costo”.

Ricapitolando dunque, secondo le indicazioni della nutrizionista, dovremmo stare attenti che la nostra tavoletta di cioccolato non contenga:

  •  grassi vegetali diversi dal burro di cacao, soprattutto se idrogenati
  • dolcificanti sintetici
  • aromi, in particolare gli aromi sintetici

Si dovrebbero considerare anche le caratteristiche organolettiche:

“Affinché un cioccolato sia di ottima qualità, è necessario valutare aspetto, sapore, profumo e consistenza. Per quanto riguarda l’aspetto, al tatto la superficie deve essere liscia e lucida, non devono esserci strisce bianche sulla superficie né cristalli di zucchero e all’interno non devono essere presenti bolle o differenze di colore. Il profumo deve essere gradevole e intenso, senza alcun sentore di rancido. Quanto al sapore, esso deve essere fine e intenso, senza avere il gusto di cotto o tostato. In bocca non devono sentirsi grumi del cacao in polvere, ma la consistenza deve essere liscia senza impastare. Un ultimo consiglio, per i soggetti allergici, è quello di fare attenzione alla dicitura ‘potrebbe trattenere tracce di…’ che viene messa sia per tutelare il produttore che il consumatore”.

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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