Burro italiano a confronto: trovati lieviti e batteri anche nelle marche più note. Parmareggio tra i peggiori

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In Italia siamo amanti e difensori dell’olio extravergine d’oliva, un alimento sano e tipico della nostra terra. Spesso guardato con sospetto (soprattutto per via del suo contenuto in grassi saturi), è invece il burro che comunque non manca quasi mai nel frigorifero delle famiglie italiane. Proprio a questo alimento è dedicato il nuovo test della rivista Il Salvagente.

A confronto nella nuova analisi troviamo 15 marche di burro prevalentemente italiano (solo un campione è straniero), panetti comunemente venduti in supermercati e discount.

Si tratta dei seguenti prodotti:

  • Biraghi Burro Selezione
  • Campo Dei Fiori Burro Formato Casalingo
  • Conad
  • Coop
  • Esselunga
  • Granarolo Burro Italiano
  • Land (Eurospin)
  • Latteria Burro (Lidl)
  • Latteria Soresina
  • Lurpak Classico
  • Nuovo Prealpi  A Ridotto Contenuto Di Colesterolo
  • Optimus
  • Parmareggio
  • Santa Lucia Classico
  • Vipiteno Burro Di Qualità

I risultati del test

Già 18 anni fa la rivista aveva condotto un’analisi su diversi campioni di burro, di provenienza estera e italiana. In quel caso ad essere promossi erano stati in particolare i marchi stranieri, considerati migliori di quelli prodotti nel nostro paese.

Stavolta, invece, esce bene dal test quasi tutto il burro made in Italy (anche se non sempre con valutazioni alte) ma è emersa anche qualche nota negativa. In alcuni burri è stata riscontrata la presenza di lieviti e coliformi (un gruppo di batteri), il che significa che vi è stato qualche problema nelle misure igieniche (quantomeno nel lotto analizzato).

Come ha dichiarato alla rivista Daniela Maurizi, chimico e Ceo del Gruppo Maurizi che si occupa di sicurezza alimentare:

“Anche se quella del vostro test non è una contaminazione preoccupante, è ora che le aziende riflettano sul rispetto dei protocolli di pulizia che adottano in tutto il ciclo produttivo”

Fortunatamente, piombo, pesticidi e Idrocarburi Policiclici Aromatici (Ipa) non sono stati riscontrati in nessun campione.

Per quanto riguarda il gusto, tutti i burri sono stati oggetto di una prova organolettica che ha visto come protagonisti 10 giudici esperti, chiamati a valutare ogni panetto in quanto ad aspetto, odore e gusto. Anche valutando tutto ciò, la maggior parte dei burri è stata promossa.

Il Salvagente sottolinea poi un aspetto su cui ci si concentra sempre troppo poco, ovvero la scarsità di informazioni che si trovano sulle etichette del burro in confronto ad esempio a quelle dell’olio extravergine d’oliva, in cui si indicano una serie di dettagli utili alla scelta: origine delle olive, acidità, metodo di produzione e tanto altro.

I consumatori, dunque, hanno meno informazioni utili a poter scegliere meglio quale burro acquistare, cosa che gioca a favore dei produttori. Sui panetti si trova infatti solo l’origine del latte, la tabella nutrizionale e poco altro.

Ma quali sono risultati i burri complessivamente migliori? Considerando la valutazione organolettica, la presenza o l’assenza di lieviti e muffe e l’acidità e umidità del prodotto, al primo posto troviamo il burro formato casalingo Campo dei Fiori, seguito dalla Latteria Burro (quello venduto da Lidl), in terza posizione il Burro Selezione Birgaghi.

In fondo alla classifica, invece, con un punteggio mediocre (4,8) troviamo il burro Esselunga seguito dal Parmareggio (uno dei campioni che conteneva coliformi, gli altri sono il burro Eurospin e Conad).

Per leggere i risultati completi del test sul burro potete acquistare il nuovo numero de Il Salvagente.

Fonte: Il Salvagente

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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