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Oltre due tonnellate di olio extravergine d’oliva adulterate sono state sequestrate dalla guardia di finanza in un’azienda di Sarno. L’accusa è di frode in commercio però ancora una volta, non viene diffuso il nome del marchio  incriminato, ci chiediamo da sempre: il consumatore non ha il diritto di essere informato?

Come succede per le allerte alimentari che ogni giorno pubblichiamo con tanto di nomi e lotti, vorremmo che anche davanti ai maxi sequestri i nostri lettori avessero la possibilità di sapere qual è il prodotto incriminato.

Eppure, sono più i casi in cui si parla in maniera generica di frode in commercio.

Come in questo caso, in cui, sappiamo che due tonnellate di olio evo adulterato sono state sequestrate da una ditta di Sarno che si occupa di imbottigliamento e di commercializzazione, ma non sappiamo né il nome dell’azienda in questione, né qual è l’olio incriminato.

Durante l’operazione le fiamme gialle della compagnia di Scafati, per ordine del capitano Nunzio Napolitano, hanno rinvenuto una partita di prodotto che in base alla documentazione esibita, doveva essere tutto ‘extra-vergine’italiano, ma in realtà, dopo l’esame di laboratorio effettuato dall’ufficio delle Dogane di Bari, il prodotto risultava adulterato.

In pratica conteneva olio di semi e 200 litri erano già stati imbottigliati e pronti alla commercializzazione, tre persone, responsabili dell’azienda, sono state denunciate, ma il problema della trasparenza verso i consumatori rimane.

Solo un paio di giorni fa, avevamo parlato della classifica di Altroconsumo sul miglio olio d’oliva sul mercato: ventidue i prodotti promossi, tra cui De Cecco Pregiato 100% è risultato il migliore, mentre tra quelli bio (solo 4 quelli presi in esame) è Monini Bios ad avere ottenuto i punteggi più alti. Per leggere l’articolo completo clicca qui.

Ma purtroppo, quello dell’olio, è un mercato dove la contraffazione è sempre in agguato. Per questo consigliamo sempre di diffidare dalle offerte low cost e dare piuttosto uno sguardo al costo al litro e all’etichetta: l’origine (può essere indicato lo Stato da cui arriva il prodotto o, anche e più genericamente, Unione Europea se si tratta di un Paese membro.

L’indicazione di origine si riferisce alla zona nella quale le olive sono state raccolte e in cui si trova il frantoio dove è stato estratto l’olio), la classificazione, la denominazione, il produttore, il volume e la data di scadenza sono elementi fondamentali da tenere in considerazione (la data di imbottigliamento o l’annata del raccolto, invece, sono specificazioni facoltative).

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Dominella Trunfio

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