Riciclano la carta destinata al macero trasformandola in straordinari libri pop up “clandestini”

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Carta da parati, sacchetti del pane, prove di stampa, buste, poster e altri tipi di carta diventano delle opere d’arte a formato libro. 

Sono diversi i progetti editoriali realizzati con carta riciclata, ma pochi quelli che vanno oltre preferendo adottare la filosofia dell’upcycling con tanta bellezza e creatività come nel caso di Libri Finti Clandestini, un collettivo “cosmopolita e beffardo” – parole loro – formato dagli artisti El Pacino, Aniv Delarev e Yghor Kowalvsky, che trasforma la carta da scarto in vere e proprie opere d’arte a formato libro.

©Libri Finti Clandestini

Grazie a questo progetto editoriale sperimentale, la carta trovata in giro e destinata a finire nella spazzatura torna in gioco con un nuovo aspetto e funzionalità: libri d’artista tridimensionali, ma non solo, anche sketchbook, taccuini, diari di viaggio o qualsiasi altro significato se ne voglia dare, tutti rigorosamente rilegati a mano.

©Libri Finti Clandestini

L’idea nasce come una scommessa nel 2010 durante un Erasmus a Rotterdam in Olanda. La creatività e la passione dei tre membri fondatori del collettivo per i libri-oggetto, la grafica e l’editoria insieme alla convinzione condivisa che l’arte e la decrescita siano un binomio perfetto e necessario per l’ambiente, ha fatto il resto.

©Libri Finti Clandestini

Così, dal 2013 tra Roma e Milano, inizia l’avventura di Libri Finti Clandestini. In poco tempo il progetto diventa una concreta realtà nel panorama delle autoproduzioni indipendenti e viene distribuito in diverse parti del mondo. Questi piccoli gioielli li potete trovare infatti non solo in Italia, ma anche in alcune librerie e negozi tra Europa, America e Asia.

I libri sono belli, ma questi lo sono ancora di più, il loro design a basso impatto ambientale fa innamorare. Dietro ogni pagina si nasconde una storia diversa, selezionata dagli scarti cartacei provenienti dai luoghi più disparati: laboratori di stampa, fabbriche europee abbandonate, università, biblioteche e magazzini, festival o anche case di amici.

©Libri Finti Clandestini

“Tutta questa carta è infatti carta destinata al macero che la gente considera spazzatura, si potrebbero elencare scarti di tipografie, prove di stampa e carte di avviamento, sacchetti della spesa, poster, buste, sacchetti del pane, persino carta da parati”, ci spiega Kowalvsky.

Per realizzare questi libri ci possono volere anche diversi mesi, dall’ideazione alla sperimentazione dei meccanismi pop-up, ogni fase dello sviluppo dei singoli progetti viene realizzata con cura e, usando la carta da spazzatura come materia prima, si assemblano e rilegano pazientemente a mano piccole edizioni di libri d’artista o di altre tipologie.

©Libri Finti Clandestini

Tra le loro prossime opere d’arte di edizione limitata ci sono “Navigatori”, dedicata ai personaggi che hanno fatto la storia delle esplorazioni marittime e “Ruinenlust”, parola tedesca per descrivere l’attrazione irresistibile nei confronti dei luoghi diroccati, dedicato alle esplorazioni di spazi abbandonati in cerca di materiale da riutilizzare.

©Libri Finti Clandestini

Arte e sostenibilità possono andare di pari passo? A Libri Finti Clandestini dicono di sì. Questi ragazzi hanno visto l’emergenza climatica come un’opportunità per ripensare i loro processi creativi, realizzando libri a spreco zero che una volta usati potranno essere rimessi in circolo e rielaborati con pazienza e fantasia. Se avessi della carta da buttare, forse contatterei loro prima di disfarmene.

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