Eskilstuna: come la città svedese è diventata capitale mondiale del riciclo

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Eskilstuna è una città della Svezia che ha vissuto negli scorsi anni momenti molto difficili. Ha deciso però di rilanciarsi diventando la capitale mondiale del riciclo. Qui viene fatta una raccolta differenziata molto precisa ed efficace ed è nato da alcuni anni il primo centro commerciale dove tutto ciò che si vende è di seconda mano o riciclato.

Questa città della Svezia, ad un’ora da Stoccolma, un tempo era fiorente grazie alla centrale che produceva acciaio ma a causa del rapido declino dell’industria negli anni ’70 si è ritrovata un po’ senza identità e con un tasso di disoccupazione dell’8% (che è quasi il doppio della media nazionale).

Non si è però scoraggiata e ha trovato un intelligente modo di rilanciarsi. Come? grazie al riciclo e all’attenzione per l’ambiente. E’ dal 2012, infatti, che Eskilstuna ha implementato una serie di iniziative verdi con l’obiettivo, pienamente raggiunto, di diventare la città più ecologica della Svezia.

Gli autobus e le auto pubbliche sono alimentati a biogas ed elettricità e la città utilizza energia termica  per riscaldare l’acqua.

Anche la raccolta differenziata è molto ben fatta. I residenti dividono i rifiuti in sette categorie: verde per il cibo, rosa per i tessuti, grigio per il metallo, giallo per la carta, blu per i giornali, arancione per la plastica e nero per l’indifferenziato. Inoltre, negli ultimi quattro anni, le persone hanno avuto la grande opportunità di lasciare vestiti, oggetti e tutto quando non desideravano più (ma ancora in buono stato) in un luogo unico al mondo che si trova proprio a Eskilstuna.

E’ sì perché il fiore all’occhiello di questa città è ReTuna, un centro commerciale dove tutto ciò che è in vendita è di seconda mano o riciclato (ve ne abbiamo già parlato QUI). La direttrice di ReTuna, Anna Bergström, ha raccontato che, una volta arrivata in città e aperto il centro commerciale, inizialmente le persone erano sospettose:

“In una città come questa, che ha sofferto, la gente è sospettosa nei confronti del cambiamento, in particolare qualcosa di radicale come un centro commerciale dove tutti i beni sono donati dalla gente della città e poi rivenduti a loro stessi”.

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Da quando ha aperto, però, il successo è stato grande (il centro commerciale ha 700 visitatori al giorno e 300 gruppi di turisti all’anno) e ha ottenuti ottimi risultati: nessun rifiuto domestico, oltre quelli presenti nelle 7 categorie di colori della raccolta, è finito in discarica. ReTuna infatti vende e ricicla di tutto: mobili, giocattoli per bambini, vestiti e oggetti di ogni genere.

Qualsiasi rifiuto, o per meglio dire “risorsa”, che non può essere rivenduto in ReTuna (vi sono persone che smistano tutto quello che arriva ogni giorno) viene portato al centro di Lilla Nyby che si trova a 20 minuti dal centro commerciale e che ha un sistema di smistamento dei rifiuti che gli garantisce una precisione superiore al 97%.

Non si limita solo a selezionare i rifiuti ma, ad esempio, quelli alimentari vengono resi compost e poi venduti ai residenti oppure trasformati in biogas (sempre prodotto nello stabilimento) da utilizzare per alimentare gli autobus della città.

Dietro il magazzino si fa anche ricerca. C’è infatti un piccolo capannone dove è in corso un progetto dell’Università di Uppsala in cui si sta testando l’uso delle larve per digerire i rifiuti alimentari.

Tutto questo ha fatto sì che gli abitanti di Eskilstuna diventassero, nel corso di questi anni, dei veri e propri “fanatici” della raccolta differenziata e del riciclo. Per tutti è un vero e proprio obbligo morale e si stanno iniziando a costruire anche nuove case ecologiche adattandole ai sistemi di riciclo della città (hanno contenitori per la raccolta integrati sotto il lavandino!).

Lontano dallo stereotipo scandinavo della città moderna, Eskiltuna, fatta di strade grigie e quasi deserte, in cui si trovano pizzerie anni ’80, caffetterie alla mano e pub, non è certo un luogo dove ci si aspetterebbe di trovare un approccio così convinto verso le questioni ambientali. Eppure questa città della Svezia ha saputo davvero trovare una svolta interessante per il proprio futuro.

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Francesca Biagioli

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