L’artista che ha trasformato le mascherine abbandonate…in un divano (e il motivo deve far riflettere)

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Le vecchie mascherine usate tornano a nuova vita grazie a un’idea del designer trentino Tobia Zambotti che le ha trasformate in un divano. Ma non si tratta solo di un semplice esercizio di design. L’originale creazione lancia un messaggio molto chiaro contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

A dicembre Tobia, di origini trentine ma da due anni residente in Islanda, ha lanciato un appello tramite la sua pagina Facebook, invitando i suoi concittadini di Pergine Valsugana e di Trento a raccogliere le mascherine abbandonate per le strade.

Rifiuti scomodi, piccoli ma ormai fin troppo ingombranti che ormai, da un anno a questa parte, hanno raggiunto ogni angolo del Pianeta. Così Tobia ha deciso di trasformarli in un oggetto di uso quotidiano, il divano, per denunciare l’inquinamento causato dalla pandemia.

Da marzo 2020, non usciamo più di casa senza mascherina, uno dei cosiddetti dispositivi di protezione individuale utili a contrastare la diffusione del coronavirus. Utili, sì, ma per la loro natura anche monouso. Trattandosi di rifiuti sanitari, esse non possono essere riciclate attraverso gli impianti di riciclaggio convenzionali, quindi finiscono per essere incenerite. Peggio ancora, quando non vengono correttamente smaltite vengono abbandonate per le strade.

“L’Italia, uno dei paesi europei più colpiti dal COVID-19, deve affrontare un grosso problema a causa di questo tipo di inquinamento. Il progetto “COUCH-19″ vuole evidenziare in modo creativo questo tema ambientale coinvolgendo la gente del posto e chiedendo loro di ritirare le maschere usa e getta dalle strade o di riporre quelle che usano quotidianamente” è l’appello di Tobia.

Sul proprio sito web, Zambotti ha spiegato che sono stati raccolti vari metri cubi di mascherine di colore chiaro, accuratamente disinfettate con ozono e conservate in sicurezza prima di diventare un’insolita imbottitura per un pouf modulare.

“Diverse migliaia di mascherine, dopo essere state conservate in sicurezza e igienizzate, sono diventate l’imbottitura del mio nuovo progetto sostenibile 𝗖𝗢𝗨𝗖𝗛-𝟭𝟵, un pouf modulare ispirato al colore e alla forma degli iceberg che denuncia in maniera creativa il problema dell’inquinamento causato dalla pandemia”  ha spiegato l’artista. “Il pouf è stato sagomato in modo irregolare in modo che, insieme ai colori “gelidi” della maggior parte delle mascherine usa e getta, richiami l’estetica di un iceberg: uno dei simboli più iconici del riscaldamento globale”.

Un’idea originale che dovrebbe invitarci a fare ancora più attenzione e a differenziare correttamente le mascherine usa e getta.

Fonti di riferimento: TobiaZambotti

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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