Cialde al posto della moka. E Bialetti si ritrova sull’orlo del fallimento

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Usa e getta senza limiti: non facciamo nemmeno più il caffè nella moka, ma ci rivolgiamo alle “comode” cialde e caspule. E per questo rischia il fallimento la Bialetti, azienda produttrice delle storiche macchinette per il caffè. Con danno per loro e per i lavoratori, sicuramente, ma anche per l’ambiente, sommerso di materiale in discarica.

Sostenibilità addio: le capsule, in generale, non sono sostenibili per l’ambiente e nemmeno per l’economia, visto che stanno mettendo in ginocchio una storica azienda produttrice di moka, sul mercato dal 1933, con più di 105 milioni di esemplari prodotti.

La Bialetti ha infatti i conti in rosso, e, anche se dal comunicato appaiono diverse strategie per tentare di uscire dalla crisi, pesa il giudizio della società di revisione, che aveva espresso dubbi sulla continuità aziendale.

Ma come siamo arrivati a questo? Fretta, presunta comodità e marketing “pressante”: un mix di motivazioni che con l’ambiente e la nostra salute non c’entrano nulla. L’acquisto di capsule di caffè è ormai un’abitudine molto diffusa, ma i promotori non hanno tenuto conto della loro generale insostenibilità.

Un’inchiesta di Report aveva svelato quello che forse si poteva immaginare: da una parte scarsa qualità del caffè dovuta a modalità errate usate dai baristi che userebbero acqua sporca piena di residui cotti centinaia di volte, dall’altra inquinamento a tutto spiano dovuto a queste capsule con plastica e alluminio che si disperdono nell’ambiente e che rischiano di essere dannose anche per la nostra salute, con rilasci ad alta temperatura, seppur minimi, di sostanze tossiche.

Si possono riciclare? Volendo sì, e diverse strategie sono state proposte, sia per quelle di alluminio che per quelle di plastica (queste ancora più problematiche). Ma prima di pensare a riciclare, è importante non produrre rifiuti. E in questo caso, tutto sommato, si tratterebbe solo di usare caffè sfuso su una moka, invece che capsule usa e getta, che rischiano di fare “la fine” dei cotton fioc, ormai ovunque e per questo ormai (e per fortuna!) soggetti a restrizioni legislative.

E se, ingenuamente, si poteva pensare che il mercato non fosse così diffuso, la notizia della crisi di Bialetti in crisi può far aprire gli occhi e spingere ad intervenire. Per tutti noi.

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Roberta De Carolis

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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