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Acqua di cottura o di risciacquo del riso: non la butterai mai più dopo aver scoperto questi modi per riutilizzarla

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L’acqua di cottura o di risciacquo del riso è ricca di proprietà, perché una volta cotto e rimosso dall’acqua, quest’ultima contiene minerali importanti, come acido folico, ferro, potassio, zinco, magnesio e quasi tutte le vitamine del gruppo B

Affinché altri antiossidanti e nutrienti, come l’inositolo, possano svilupparsi nell’acqua di riso, dovrebbe essere conservata in frigorifero per circa uno o due giorni e lasciata riposare.

Inoltre, è importante sapere che l’acqua del primo risciacquo può contenere polvere o residui di pesticidi presenti nel riso, quindi, il consiglio è di utilizzare il primo risciacquo solo per attività non di cottura, come la pulizia e la lucidatura, e utilizzare il secondo o il terzo risciacquo per cucinare e per trattamenti beauty.

La vitamina B1, B2, i lipidi e gli amidi presenti nell’acqua di riso lo rendono una soluzione speciale, perché l’amido di riso e l’acqua formano una soluzione colloidale. Di conseguenza, è utile ed efficace ai fini della pulizia di casa; l’acqua di cottura o risciacquo del riso diventa, quindi, un vero e proprio detergente naturale privo della durezza dei prodotti chimici ma con l’aggiunta di vitamine e lipidi.

L’acqua di riso si conserva solo per un giorno a temperatura ambiente, per 3-4 giorni in frigorifero.

Scopriamo come poterla riutilizzare.

Detergente naturale per i piatti

Un primo uso alternativo dell’acqua di cottura del riso è per lavare i piatti, ossia come detergente naturale per le stoviglie; è importante sottolineare che, per lo sporco più ostinato e le incrostazioni difficili da eliminare è preferibile ricorrere al normale detergente per piatti.

In caso di stoviglie non troppo sporche, l’acqua di cottura del riso è perfetta da usare in sostituzione del classico detersivo.

Una soluzione green al 100% che fa bene all’ambiente e alle mani, che non verranno aggredite dai tensioattivi e sostanze chimiche.

Acqua di riso come fertilizzante naturale

acqua di riso fertilizzante

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I diversi nutrienti, come sali minerali e vitamine rendono l’acqua di riso un ottimo fertilizzante naturale per le tue piante.

Usala semplicemente per innaffiare, e vedrai crescere le tue piante da appartamento in modo sano e naturale. Ovviamente l’acqua di cottura non deve essere stata salata.

Acqua di riso per cucinare ed eliminare l’odore di pesce 

I coreani usano l’acqua di riso per brasare il pesce oppure per eliminarne l’odore forte.

Il nostro consiglio è di usarla, ad esempio, se stai preparando lo sgombro e vuoi renderlo meno salato. Come? Puoi immergerlo nell’acqua di riso per circa 30 minuti, in questo modo il pesce diventerà non solo meno salato, ma anche più tenero, e l’odore intenso si attenuerà. Ovviamente, in questo caso devi usare l’acqua del secondo o del terzo risciacquo.

Come detersivo naturale per pulire i contenitori di plastica 

Con l’acqua di cottura o del secondo risciacquo del riso puoi provare a pulire a fondo i classici contenitori in plastica. Come? Ti basterà riempire i tuoi contenitori di plastica maleodoranti con dell’acqua di cottura del riso, lasciare agire per circa 30 minuti e risciacquare.

Il risultato? Un contenitore perfettamente pulito e profumato.

Detergente delicato per il viso

Forse l’ambito beauty è certamente quello in cui questa sostanza è maggiormente usata; infatti, l’uso più noto dell’acqua di riso è proprio come prodotto di bellezza.

Online potrai trovare tantissimi blog e siti (coreani, statunitensi e asiatici) che parlano dell’effetto dell’acqua di riso sul viso, se usata come detergente; ma non è tutto, perché anche in commercio ci sono molti prodotti di bellezza realizzati con questa sostanza.

Il motivo? Si ritiene che questa aiuti a liberare la pelle dall’acne e abbia anche un effetto sbiancante in caso di macchie della pelle; in tal caso, se ne consiglia l’uso per circa 2 volte a settimana. Inoltre, dopo aver lavato il viso con l’acqua di risciacquo del riso è opportuno lavare nuovamente la pelle con acqua calda, perché qualsiasi particella di amido rimanente nei pori può occluderli e causare problemi.

Puoi anche fare una maschera naturale e fai da te, raccogliendo i sedimenti dell’acqua di riso e mescolandola con un po’ di succo di limone e farina.

acqua di riso detergente

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Per lucidare e pulire i vetri

Simile a come funziona per lavare i piatti, l’amido dell’acqua di cottura del riso aiuta ad attirare lo sporco da vetri e specchi, mentre l’olio dona la lucentezza. Quindi, con questa sostanza si possono pulire e lucidare perfettamente vetri e specchi; ti basterà mettere l’acqua di riso in un flacone spray, spruzzare sulle superfici e pulire con un panno asciutto.

Per trattare i postumi di una sbornia e problemi digestivi

Utile come rimedio naturale post sbornia, ma anche per riequilibrare i liquidi nel corpo persi a causa di diarrea o vomito.

Come agisce? Grazie all’elevato contenuto di sale e agli importanti nutrienti, come sali minerali e vitamine, l’acqua del risciacquo del riso riporta a livelli normali i liquidi nel corpo. Ovviamente, anche in questo caso occorre utilizzare quella del secondo o terzo risciacquo.

Come integratore contro l’affaticamento fisico e mentale

L’acqua di riso ha effetti positivi anche per il benessere mentale; ad esempio, soprattutto durante il periodo invernale, il freddo e il buio possono incidere negativamente sull’umore e farci sentire senza forze e depressi.

La ragione di ciò è spesso connessa a una carenza vitaminica, che dovrebbe essere evidente a causa del numero significativamente inferiore di ore di sole rispetto alla stagione estiva. In molti paesi asiatici, si ritiene che i minerali e le vitamine che il riso ha rilasciato nell’acqua possano contrastare l’affaticamento fisico e mentale. 

Acqua di riso: controindicazioni

Non vi sono particolari controindicazioni sull’uso dell’acqua di risciacquo del riso; l’unico dubbio rimane la presenza dell’arsenico che spesso si trova in questo alimento. (Leggi anche: Come cucinare il riso per togliere l’arsenico)

Secondo uno studio, infatti, il contenuto di arsenico inorganico del riso varia notevolmente a seconda della tipologia e del luogo in cui è stato coltivato. Il riso basmati bianco della California, dell’India e del Pakistan e il riso per sushi degli Stati Uniti contengono in media la metà della quantità di arsenico inorganico rispetto alla maggior parte degli altri tipi.

Tutti i tipi di riso (eccetto sushi e quello a cottura rapida) hanno un’etichetta che indica la provenienza; lo studio ha dimostrato come quelli prodotti in Arkansas, Louisiana e Texas avevano i più alti livelli di arsenico inorganico. Ad esempio, il riso bianco della California contiene il 38% di arsenico inorganico in meno rispetto al riso bianco prodotto in altre parti del paese.

Quindi, è importante leggere le etichette e, soprattutto, prestare attenzione al consumo di prodotti a base di riso, come latte e cereali, e alla loro provenienza specialmente se questi vengono utilizzati nell’alimentazione dei neonati e dei bambini.

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.
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