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Il vetro dei vecchi monitor e televisori a tubo catodico (CRT) si trasforma in ceramica per piastrelle. Non si tratta di magia, ma di GlasPlus, un progetto di riciclo e recupero di materiali di scarto promosso dal Consorzio ReMedia, che si propone di ridare nuova vita e nuova forma al vetro attraverso un processo incentrato sulla sostenibilità e sul rispetto per l’ambiente. I materiali recuperati vengono infatti trattati attraverso procedimenti imperniati sulla riduzione dei consumi energetici, delle emissioni di Co2 e della diffusione nell’atmosfera di agenti inquinanti.

Dal vetro recuperato dai monitor televisivi in disuso è possibile ottenere un materiale ad impasto ceramico adatto per la produzione di piastrelle. Esse risulteranno costituite da gres porcellanato conforme ai requisiti LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), standard riconosciuto a livello internazionale nell’ambito dell’eco-edilizia. Il progetto GlassPlus, ha ricevuto il sostegno di Eco-Innovation, programma atto a facilitare a livello europeo la commercializzazione dei migliori prodotti e servizi innovativi che pongano al proprio centro ecosostenibilità e rispetto per il Pianeta.

Il progetto promosso dal Consorzio ReMedia, che si occupa a livello nazionale della gestione dei rifiuti RAEE, ha mosso i propri primi passi nell’ottobre del 2010 e si pone per il 2012 l’obiettivo di raccogliere circa 75mila tonnellate, tra televisori a tubo catodico e vecchi monitor del pc, dai quali potranno essere ricavati i materiali necessari per una produzione di piastrelle talmente copiosa da poter essere impiegata per il rivestimento di ben 83mila appartamenti, con un’evidente riduzione del ricorso a risorse non rinnovabili, proprio grazie al recupero ed al riutilizzo di materiali già esistenti.

Il vetro dei vecchi tubi catodici viene sottratto allo smaltimento effettuato nelle discariche e immediatamente trasformato attraverso i procedimenti necessari - in un’ottica di completa ecosostenibilità - per la creazione di impasti ceramici adatti alla produzione di piastrelle, che andranno a sostituire all’interno di esse le comuni materie prime impiegate in ambito edilizio, con un evidente risparmio di risorse sia ambientali che economiche. Le piastrelle potranno contenere fino al 20% di vetro CRT e garantiranno ai progettisti che si avvarranno del loro utilizzo per il rivestimento interno degli edifici di ottenere fino a 2 punti LEED.

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Il progetto in questione costituisce una risposta concreta alla necessità di smaltire quantità sempre più ingenti di monitor e televisori ormai considerati obsoleti, sempre più di frequentemente sostituiti con le innovative apparecchiature generate grazie alle nuove tecnologie, sia da parte delle famiglie che delle aziende. I benefici dell’iniziativa risulteranno evidenti sia per il settore edilizo che per quello dei RAEE.

ReMedia, ente no-profit nato nel 2005, prevede per il 2012 un’ingente commercializzazione ed una sempre più capillare diffusione dei propri prodotti, anche grazie al sostegno di alcuni partner, tra i quali troviamo Relight e Vallone, impianti di trattamento dei rifiuti RAEE con sede rispettivamente nelle province di Milano e Roma, e Refin (azienda produttrice di piastrelle in ceramica e gres porcellanato.

Marta Albè

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